11 Dicembre Dic 2018 1645 11 dicembre 2018

Chi è Valeria Robecco eletta presidente dei corrispondenti dall'Onu

Reporter dell'Ansa, 37enne, lavora a New York da 9 anni: il profilo della prima donna italiana nominata alla guida dell'Unca.

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Valeria Robecco collaboratrice dell'Ansa e di altre testate italiane da New York, è la prima donna italiana eletta presidente dell'Unca (United Nations Correspondents Association), l'Associazione dei corrispondenti alle Nazioni Unite. A partire dal primo gennaio è previsto che subentri a Sherwin Bryce Peace di South African Broadcasting Corp per un mandato annuale. Un'altra italiana, Antonella Ciancio, già vice capo servizio per Reuters a Milano e collaboratrice di varie testate italiane e americane, è invece la prima cittadina del nostro Paese ad essere stata eletta nel Board of Governors del National Press Club, storica istituzione del giornalismo americano fondata a Washington DC nel 1908.

CORRISPONDENTE A NEW YORK DI VARIE TESTATE

Robecco è un avvocato e giornalista professionista. Ha 37 anni, è di Reggio Emilia ma vive a New York da 9 anni da dove collabora con vari media italiani con un'attenzione particolare alla politica americana e agli affari internazionali. Dal 2011 scrive per l'Ansa dalle Nazioni Unite e dagli Usa e collabora con Il Giornale, per cui copre gli Stati Uniti con focus in particolare sulla politica Usa. Robecco scrive anche per Business Insider Italia e Panorama, ha collaborato con La Stampa e con il gruppo Quotidiano Nazionale. Nel 2015 ha ricevuto il premio giornalistico Amerigo, promosso per segnalare gli operatori dei media che raccontano l'America agli italiani. Robecco è nel consiglio direttivo dell'Unca dal 2014, prima come consigliere e poi come vice presidente, dal 2016 ad oggi.

UN'ALTRA ITALIANA NEL BOARD OF GOVERNORS DEL NATIONAL PRESS CLUB

Nata a Napoli, Antonella Ciancio collabora invece dagli Stati Uniti per testate americane e italiane, inclusi La Stampa, Il Sole 24 Ore US, Global Finance, e Gruppo Food. Stando ad almeno gli ultimi 33 anni di storia del National Press Club, non vi sono stati altri giornalisti nati e cresciuti in Italia eletti consiglieri dell'associazione, che ha avuto americani di origini italiane e cittadini stranieri in ruoli di leadership. Curiosità dagli archivi: da sempre voce influente nella difesa della libertà di stampa nel mondo, nel 1928 il board del National Press Club rifiutò la tessera di socio non residente all'allora capo del governo Benito Mussolini.

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