Sessismo

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3 Dicembre Dic 2018 1907 03 dicembre 2018

Chi è Francisco Serrano, il giudice contro le donne eletto in Andalusia

Espulso dalla magistratura per le sue sentenze contro le madri. Sostiene che il concetto di violenza di genere alimenti il conflitto. Ecco il nuovo volto nero dell'estrema destra spagnola. 

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Elezioni Spagna Vox Serrano 1

Il suo libro più celebre «La dittatura del genere» è una aperta dichiarazione di anti femminismo. O forse, come direbbe lui, di anti hembrismo, una parola che in italiano non esiste ma che corrisponde all'opposto del machismo, cioè una supposta prevaricazione delle donne nei confronti degli uomini. Del resto, Francisco Serrano, leader in Andalusia del partito di estrema destra Vox, che è riuscito per la prima volta a entrare in parlamento, i rapporti tra uomini e donne li rovescia, ne modifica le definizioni e quindi ne trasforma la realtà tanto da giocarsi la carriera. Quello che oggi è il primo politico della destra reazionaria ad aver espugnato l'assemblea andalusa, è stato per la prima parte della sua vita un giudice del diritto di famiglia. Che però a detta dei testimoni che ne hanno seguito da vicino le vicende, interpretava i diritti a modo suo. Nel 2011, il consiglio superiore della magistratura iberico, lo ha infatti rimosso dal suo ruolo, per aver permesso a un padre di portare in viaggio un figlio durante le vacanze di Natale contro una precedente sentenza che glielo impediva e senza consultare la madre. Allontanato per due anni dai tribunali di Siviglia, ha fatto ricorso alla corte di Strasburgo per cancellare la macchia, ma intanto ha dovuto inventarsi una vita alternativa, ha aperto uno studio di avvocato e soprattutto si è dato alla politica. Anche se di politico rifiuta l'etichetta: «Sono un professionista che vuole servire la Spagna». E non solo servire, ma «difendere». E per difendere la nazione spagnola intende difendere «la vita», schierandosi contro l'aborto, «i valori famigliari» e «l'uguaglianza tra i generi», combattendo le donne. La stampa iberica sostiene che questa sua radicalizzazione abbia a che fare con la sua storia professionale. Un avvocato che ha chiesto di mantenere l'anonimato hanno infatti raccontato a El Pais che dal 2004, anno in cui il governo di Luis Zapatero ha varato la prima «legge organica contro la violenza di genere» e creato tribunali di famiglia ad hoc che se ne occupassero, ha visto «le sue competenze diventare responsabilità di giudici specializzati. E da allora non ha smesso di insultare i tribunali e la giustizia, sostenendo che sono ingannati dalle donne che presentano false accuse».

«SONO UNA VITTIMA DEL JHADISMO DI GENERE»

Sulla violenza di genere, lui sostiene di non aver cambiato idea: «È il sistema che lo ha fatto». Nel mondo rovesciato che descrive Serrano, non c'è una maggioranza di casi reali di violenza contro le donne, ma una maggioranza di tribunali che danno ragione alle donne non partendo dalla presunzione di innocenza, ma da un determinismo per il quale la donna è sempre vittima, perché si sta applicando una prospettiva psicologica e non legale, ha spiegato direttamente a El Pais. Serrano non ha certo problemi di determinismo, in un vecchio caso la corte provinciale sivigliana lo ha dovuto richiamare per chiedergli di accelerare la procedura di affidamento dei figli a una donna a cui era stata tolta la custodia per problemi di alcolismo. Alcuni legali hanno lamentato un diverso trattamento rivolto ai padri e alla fine nel 2009 le organizzazioni per i diritti delle donne si sono appellate al Consiglio superiore della magistratura, denunciando Serrano come portavoce dei colpevoli di maltrattamenti. La sua risposta è stata assai esplicativa, l'uomo che dopo due anni sarebbe stato espulso dalla magistratura si è dichiarato vittima del «jihadismo di genere». A questo punto è chiaro che anche il nome della piattaforma cittadina «per l'uguaglianza di genere», l'associazione fondata da Serrano quando ha cominciato la sua seconda vita da avvocato va interpretato. L'associazione rifiuta la concezione di violenza di genere, sostenendo che questa impostazione va ad alimentare il conflitto. E abbraccia la teoria della sindrome da alienazione parentale, come sappiamo non riconosciuta e rifiutata dalla Organizzazione mondiale della sanità. Eppure secondo le testimonianze raccolte dalla stampa spagnola, proprio in forza di questa teoria, Serranno ha minacciato alcune parti di rischiare di perdere la custodia dei figli. Pillon peggio di Pillon, ma anche Salvini peggio di Salvini. Nell'Andalusia che fu socialista, Serrano si è messo a capofila del movimento a favore della chiusura dei centri per i rifugiati e addirittura delle mense per i poveri, colpevoli secondo lui di alimentare l'insicurezza generale. Salvo poi ovviamente definirsi cattolicissimo come i monarchi spagnoli. In quesot universo del paradosso, l'apice della misoginia lo ha toccato quando ha cercato di offrire solidarietà alla deputata catalana di Ciudadanos Ines Arrimadas, a cui una cittadina aveva augurato lo stupro di gruppo. «Non credo che questa sfortunata donna sia mai stata violentata da un gruppo o da una banda, né in pubblico né di nascosto. Tutto il mio sostegno a @Inesarrimadas», aveva commentato su Twitter nel suo mondo al contrario e che sta diventando, ahinoi, il nostro mondo reale.

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