19 Novembre Nov 2018 1614 19 novembre 2018

Cos'è il "bollino rosso" contro la violenza sulle donne proposto da Salvini

Un'etichetta di priorità alle denunce per stalking e abusi di genere. Affinché «non finiscano all'ultimo posto» tra i fascicoli dei magistrati. Anche se i "reati spia del femminicidio" sono in calo nel 2018.

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Un bollino rosso simbolo di priorità. È l'ultima trovata del ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini per dare la precedenza alle denunce di stalking e violenza contro le donne, affinché queste segnalazioni «non finiscano all'ultimo posto tra i fascicoli dei magistrati». Il leader della Lega ha annunciato l'intenzione di portare in Consiglio dei ministri (Cdm) «il prima possibile» un intervento per introdurre la misura. Perché «di donne ferite, attaccate con l'acido e anche ammazzate ne abbiamo contate anche troppe», ha detto Salvini a margine del concerto di apertura della campagna "Non sei da sola 2019" della Regione Lombardia. «Quindi, come al pronto soccorso, in caso di violenza domestica e violenza contro le donne, ci deve essere il codice rosso per intervenire prima che sia troppo tardi». La questione «sarà una delle prossime iniziative che governo e parlamento porteranno avanti», con la necessità di una riforma legislativa. L'impegno è condiviso con «i ministri della Funzione pubblica Giulia Bongiorno e col ministro della Giustizia Alfonso Bonafede». L'obiettivo è che «Il processo rapido, che intendiamo portare a casa con la riforma», serva a «non lasciare in giro gli aggressori. Questa è la vera tutela dopo anni di inutili chiacchiere».

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con il nastro contro la violenza di genere a un evento in Regione Lombardia.

Ansa

MA NEL 2018 SONO IN CALO I "REATI SPIA" DEL FEMMINICIDIO

Paradossalmente però la proposta è arrivata quando l'emergenza è diventata "un po' meno emergenza", visto che i cosiddetti "reati spia" del femminicidio sono diminuiti nei primi otto mesi del 2018: in calo maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali; mentre si è registrato un sensibile aumento dell'azione di contrasto (misurata in termine di denunce e arresti). I dati sono stati diffusi dalla polizia di Stato in occasione del lancio della campagna "Questo non è amore", frutto della strategia della Direzione centrale anticrimine guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, in materia di contrasto alla violenza contro le donne in vista della Giornata internazionale in programma domenica 25 novembre in tutto il mondo. Il numero delle donne uccise da gennaio ad agosto è calato solo di tre unità (da 97 a 94 casi), ma solo in 32 casi si può propriamente parlare di femminicidio, inteso proprio come l'uccisione di una donna da parte di un uomo perché donna, come atto estremo di prevaricazione, affermazione ultima di superiorità, aberrazione del possesso.

STALKING: -15,05% RISPETTO AL 2017

Nel periodo gennaio-agosto 2018 sono stati 8.414 i casi di stalking, a fronte di 9.905 nello stesso periodo del 2017 (-15,05%); l'azione di contrasto svolta dalle forze di polizia ha portato alla segnalazione all'autorità giudiziaria di 9.351 presunti autori di reato nel periodo del 2018, a fronte di 8.949 dello stesso periodo del 2017 (+4,49%); il numero di soggetti ammoniti per stalking ha registrato un aumento del 23% nel periodo esaminato (passando da 672 a 827 individui). Nello stesso periodo, solo il 19% dei soggetti già ammoniti per stalking si sono resi di nuovo autori dello stesso delitto.

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: -4,47%

I maltrattamenti in famiglia sono stati 10.204, contro i 10.682 del 2017 (-4,47%); nello stesso periodo, l'azione di contrasto svolta dalle forze di polizia ha portato alla segnalazione all'autorità giudiziaria di 11.801 presunti autori di questo reato, a fronte di 10.644 nello stesso periodo del 2017 (+10,87%). Il numero di soggetti ammoniti per violenza domestica ha fatto registrare un aumento del +31,5% nel periodo gennaio-agosto 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 (passando da 409 a 538 individui). Nello stesso arco temporale, solo il 17% dei soggetti già ammoniti per maltrattamenti in famiglia si sono resi di nuovo autori dello stesso delitto.

VIOLENZA SESSUALE: -6,65%

I casi di violenza sessuale sono stati 2.977, a fronte di 3.189 nello stesso periodo del 2017 (-6,65%); l'azione di contrasto svolta dalle forze di polizia ha portato alla segnalazione all'autorità giudiziaria di 3.217 presunti autori di reato nel periodo gennaio/agosto 2018, a fronte di 3.011 nello stesso periodo del 2017 (+6,84%).

PERCOSSE: -11,25%

Le percosse sono state 8.718, a fronte di 9.823 nello stesso periodo del 2017 (-11,25%); l'azione di contrasto svolta dalle forze di polizia ha portato alla segnalazione all'autorità giudiziaria di 6.346 presunti autori di reato nel periodo gennaio/agosto 2018, a fronte di 6.545 nello stesso periodo del 2017 (-3,04%).

TRA LE REGIONI DENUNCIANO DI PIÙ SICILIA, CAMPANIA ED EMILIA-ROMAGNA

La Sicilia è la regione in cui le donne denunciano di più, seguita dalla Campania e dall'Emilia-Romagna. In media il 27% degli autori dei reati è composto da stranieri; la percentuale sale al 34% se si considerano i soli presunti autori minorenni. Dal gennaio del 2017 è stato adottato dalle questure di tutte le province il protocollo Eva (Esame delle violenze agite), uno strumento che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia (Sdi) - indipendentemente dalla proposizione di una denuncia o querela - una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. Il protocollo ha consentito finora di gestire ed analizzare oltre 9 mila segnalazioni, portando in 159 casi all'arresto in flagranza, in 261 casi alla denuncia e in 81 all'allontanamento alla casa familiare.

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