14 Novembre Nov 2018 1600 14 novembre 2018 Aggiornato il 14 novembre 2018

La Camera ha approvato delle mozioni contro la violenza sulle donne

In che cosa si impegna il governo con il «sì» unanime, con l'obiettivo di raggiungere la piena applicazione della convenzione di Istanbul.

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Una piaga di cui siamo costretti a parlare ogni giorno, quella della violenza sulle donne. E il 14 novembre arrivato un dell'Aula della Camera, grazie anche a un gioco di astensioni reciproche, alle mozioni sulle iniziative per prevenire e contrastarla. L'Assemblea ha approvato all'unanimità il dispositivo della mozione di Pd-Leu e di quella di Forza italia, e a maggioranza, con sole astensioni e nessun voto contrario, quello della mozione di maggioranza. Vediamo di cosa si tratta.

Oggi la Camera ha votato la mozione Annibali, Boldrini ed altri concernente iniziative volte a prevenire e contrastare...

Geplaatst door Lucia Annibali op Woensdag 14 november 2018

IN CHE COSA SI IMPEGNA IL GOVERNO?

In base ai testi approvati, il governo è impegnato, tra l'altro: «A mettere in campo tutte le iniziative necessarie a rendere efficace il complesso sistema di strumenti e di tutele citati in premessa, con l'obiettivo di raggiungere la piena applicazione della Convenzione di Istanbul; ad assumere iniziative per proseguire nella strada tracciata dai Governi Letta, Renzi e Gentiloni, attuando la strategia delineata dal Piano nazionale 2017-2020 e implementando e monitorando le linee guida nazionali per l'assistenza sociosanitaria alle donne che subiscono violenza e che si rivolgono ai pronto soccorso; ad assumere iniziative per favorire il coordinamento tra processo penale, civile e procedimenti presso i tribunali per i minorenni, al fine di garantire un'efficace protezione delle donne e dei loro figli e per evitare l'affido condiviso nei casi in cui vi sia violenza domestica». Il governo è poi impegnato «a promuovere la parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere attraverso l'educazione scolastica, assumendo iniziative per destinare a tale scopo nuove risorse finanziarie; a promuovere strumenti e procedure di valutazione del rischio di letalità per la vittima, gravità, reiterazione e recidiva del reato, partendo dai protocolli di valutazione del rischio sviluppati nell'ambito degli studi e delle ricerche sulla violenza di genere e ai protocolli investigativi in via di diffusione presso le forze dell'ordine con specifico riferimento a questa materia (ad esempio, il protocollo Eva); ad assumere iniziative per investire risorse adeguate per la formazione specifica e per il necessario aggiornamento del personale chiamato ad interagire con la vittima, polizia e carabinieri, magistrati, personale della giustizia, polizia municipale e personale sanitario, anche nell'ambito di specifiche provviste finanziarie destinate alla violenza di genere». Dovranno poi essere favorite «modalità organizzative condivise, utili ad assicurare la trattazione prioritaria dei procedimenti e la protezione alla vittima anche in ambito processuale, così come indicato nelle linee guida del Consiglio superiore della magistratura»; ed «adottate politiche volte a garantire la parità di genere e ad incrementare l'occupazione femminile, elemento quest'ultimo fondamentale per la liberazione delle donne dalla violenza».

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