13 Novembre Nov 2018 1200 13 novembre 2018

Angela Merkel sulle Pari opportunità: «Non consideratemi un esempio»

A 100 anni dal voto femminile in Germania, ha sottolinato che la strada è ancora lunga - al Bundestag le donne solo solo il 30,9%. «L'obiettivo deve essere la parità».

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Angela Merkel Pari Opportunita

«Le quote erano giuste, ma l'obiettivo deve essere la parità». Parola della cancelliera Angela Merkel, che a Berlino, in un passaggio molto applaudito del discorso tenuto ad una manifestazione organizzata per celebrare i cento anni del diritto di voto delle donne tedesche, ha sottolineato che bisogna promuovere la parità in tutti i settori: «Politica, economia, scienza, ma anche cultura». E quando le è stato chiesto se essere presa presa come esempio di Pari opportunità in Germania la disturba, lei ha risposto: «Certo, una rondine non fa primavera» ha detto lei, come stesse ripetendo un'ovvietà.

Il 30,9% DI DONNE IN PARLAMENTO: TROPPO POCHE

Oggi la Germania conta al Bundestag una percentuale del 30.9% di donne, «esattamente la quantità che ha il Sudan nel suo Parlamento», ha ironizzato la cancelliera, suscitando l'ilarità del pubblico in sala. Questa percentuale non è «un capitolo glorioso» della nostra democrazia, ha commentato. La cosa positiva però «è che oggi una bambina non viene più presa in giro se dice che vuole diventare cancelliera o ministra». La celebrazione di questo importante anniversario, è l'occasione, a Berlino, per un bilancio sulle Pari opportunità nel Paese guidato da ben quattro legislature da una donna. Avere una quota più alta di donne al Bundestag è «una domanda elementare della nostra democrazia» e «l'obiettivo deve essere parità, parità dappertutto», ha proseguito Merkel.

NON STUPIAMOCI PIÙ SE LE DONNE HANNO POTERE

«Che una donna occupi posizioni di rilievo non dovrebbe essere una cosa che susciti stupore», per Merkel. Il riferimento è al mondo dell'economia e soprattutto al confronto con l'universo anglosassone, dove le donne nei consigli di amministrazione sono meglio rappresentate: in Usa nel 90% dei Cda ci sono almeno due donne, nel Regno Unito nel 50%, mentre in Germania solo nel 16,7% dei casi. Non si tratta di parità teorica, infatti, ma di parità numerica: è questo il punto sostenuto anche dalla ministra della famiglia, la battagliera Franziska Giffey. «Se la metà della popolazione è composta di donne, perché non dovrebbe essere composta per metà di donne anche la più alta rappresentanza del nostro Paese (cioè il Bundestag)?», si è domandata la ministra. È questo l'obiettivo del prossimo futuro per Giffey, aumentare la rappresentanza femminile nel parlamento tedesco: «È qualcosa che molto probabilmente non cambierà da sola ma per cui bisognerà combattere, così come fu per il diritto di voto 100 anni fa».

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