Sessismo

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6 Novembre Nov 2018 1633 06 novembre 2018

L'offesa sessista di Laus, ennesima prova di una politica misogina

Il senatore del Pd ha detto ad Alessandra Maiorino del M5s «Tornatene in cucina». Perché quello è il luogo delle donne, come pensano ancora in molti nella nostra società evoluta per finta.

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Mauro Laus Offesa Sessista Alessandra Maiorino

«Tornatene in cucina!»: con questa eslcamazione sessista il senatore del Pd Mauro Laus ha interrotto la collega del Movimento 5 stelle Alessandra Maiorino durante un intervento al Senato. Tornatene in cucina significa «torna al tuo posto», perché quello è il luogo delle donne, come pensano ancora in molti, a destra e a sinistra, sia maschi che femmine. In una società ancora così patriarcale le donne nei luoghi di lavoro e di potere non occupano i propri spazi pubbici per diritto ma perché hanno scelto di occupare quelli di un uomo. Questa è la differenza tra una società davvero evoluta e la nostra, evoluta per finta, che ancora considera l'emancipazione femminile una pretesa. Che ha chiamato ad esempio «quota rosa» un provvedimento necessario di rappresentanza che il Consiglio d'Europa ci chiedeva da anni per rimediare a un disequilibrio tutto italiano.

Una società che ci vede all'82esimo posto nel mondo nel Gender Gap del World Economic Forum che monitora le Pari opportunità di realizzazione tra uomini e donne su salute, educazione e lavoro. Lavoro appunto, che nel nostro Paese quando si chiama domestico è ancora in gran parte sulle spalle delle donne. E allora se fai la senatrice e non sopporto il tuo intervento ti ricordo che sei su quella poltrona per gentile concessione, non per diritto. Una frase banale ma che banale non è, che ci racconta chi siamo, ancora, nel 2018. Giuste dunque le condanne per questo inqualificabile comportamento che meriterebbe seri provvedimenti da parte della segreteria del Partito democratico, che nei fatti non brilla per parità di genere nonostante i buoni propositi a parole. Singolare la reazione delle senatrici leghiste che hanno voluto manifestare la loro solidarietà alla senatrice Maiorino scrivendo: «Ci auguriamo che vengano presi gli opportuni provvedimenti sanzionatori, che non risarciscono la senatrice della sciocca e puerile offesa, ma che inviino ai cittadini un segnale chiaro ed inequivocabile: la donna merita rispetto e cortesia in Senato come per le nostre strade».

Stupisce che le medesime senatrici non chiedano altrettanto rispetto per le donne ai propri colleghi maschi, in primis il senatore Simone Pillon portavoce di un disegno di legge e di una sua visione del mondo che vorrebbe riportare indietro le donne di 100 anni, senza diritti e senza rispetto, dentro casa, altro che per le strade o in senato. Sabato 10 novembre migliaia di cittadine e cittadini scederanno in tutte le piazze italiane contro il ddl che porta la sua firma. Noi ci auguriamo di vederle in prima fila.

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