25 Ottobre Ott 2018 1200 25 ottobre 2018 Aggiornato il 30 ottobre 2018

La proposta di legge sull'occupazione femminile di Laura Boldrini

L'obiettivo è raggiungere la media eurpea (al 62%) attraverso il sostegno alla genitorialità e all'imprenditoria, lotta al gap salariale e sgravi per chi assume donne e vittime di violenza.

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Laura Boldrini Obiettivo 62

Laura Boldrini è in tour per le principali città d’Italia con il ciclo di incontri Forza ragazze al lavoro!, dedicato alla memoria di Valeria Solesin, la giovane borsista italiana alla Sorbona rimasta uccisa nell'attentato al Bataclan di Parigi nel 2015, che aveva pubblicato un articolo sulla situazione delle madri lavoratrici in Italia e in Francia. L’ex presidentessa della Camera e attuale parlamentare di Liberi e Uguali, infatti, sta promuovendo la proposta di legge in itinere proprio sul tema dell’occupazione femminile nel nostro Paese.

OBIETTIVO 62 %

Attualmente, l’Italia si trova al penultimo posto tra i Paesi Ue – davanti solo alla Grecia – per occupazione femminile, con il 49%, a fronte di una media europea che si attesta intorno al 62. L’obiettivo della proposta di Boldrini è quindi che il Governo assuma la lotta alla disoccupazione, e alla precarietà in generale, con un focus specifico sulle peculiarità dell’occupazione femminile, come priorità assoluta, promuovendo, quindi, iniziative a garanzia che una quota consistente – si mira ad un 50% – di nuovi assunti siano donne.

LA PROPOSTA: WELFARE, GENITORIALITÀ E IMPRENDITORIA

La proposta di legge dell’ex presidentessa della Camera prevede non solo misure sui temi del welfare, del sostegno della genitorialità – unificando tutti i bonus bebe e maternità e ancorandoli al reddito, oltre a estendere il congedo per paternità da quattro a 15 giorni continuativi – e del potenziamento dei servizi di cura e assistenza, ma anche il rilancio dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile, attraverso la promozione di sgravi contributivi per le imprese che danno lavoro alle vittime di violenza, incentivi per le donne che vogliono fare impresa, misure contro il gap salariale e sanzioni verso le aziende che lo attuano, misure premiali per chi abbatte ogni forma di discriminazione salariale e, ovviamente, misure per combattere le molestie sessuali sul posto di lavoro.

UN PAESE 40 ANNI INDIETRO A CAUSA DEL PATRIARCATO

Nei mesi scorsi, la deputata si era fatta portavoce di una necessità di cambiamento nel linguaggio, quotidiano ed istituzionale: «La resistenza passa anche da come si usa culturalmente la lingua – aveva dichiarato Boldrini – Declinare i ruoli al femminile, per esempio, è doveroso. Dicono che non si è mai fatto, ma proprio per questo bisogna cominciare: cambia la società, deve cambiare anche l’uso del linguaggio. Prima di tutto sono una donna e voglio essere riconosciuta in quanto tale, e voglio che si ammetta, anche nel linguaggio, la possibilità di donne al vertice». Non solo in merito alle parole, però, la rappresentate di LeU aveva denunciato il patriarcato reo di tenere il Paese in stallo: «Siamo più vicini a Kabul e Madrid: questo è un governo del cambiamento talebano, siamo 30-40 anni indietro: abbiamo un esecutivo con undici donne su 63 componenti», aveva detto durante uno degli incontri di Forza ragazze al lavoro!.

REDDITO SÌ, MA PRIMA DI TUTTO GRAZIE AL LAVORO

Non è la prima volta che Boldrini attacca l’attuale gestione Lega-M5S. Il reddito di cittadinanza proposto dal governo gialloverde aveva infatti ricevuto un 'no' quasi totale da parte della deputata LeU: «È giusto fornire dei mezzi di sostentamento, ma bisogna soprattutto creare lavoro. Su questa legge di bilancio la parte degli investimenti è assolutamente marginale. Tanti dei nostri giovani non ritorneranno in Italia perché c’è il reddito di cittadinanza. Dobbiamo fare in modo che tornino facendo in modo che abbiano delle vere carriere», ecco, quindi, che Boldrini rilancia la sua proposta di legge in materia di occupazione.

IL PIL SPRECATO PER L'ASSENZA DELLE DONNE NEL MONDO DEL LAVORO

«Bankitalia ci dice che ci sono 7 punti percentuali di Pil potenziali sprecati per l'assenza di uno sforzo nel promuovere l'occupazione femminile», ha spiegato Boldrini a Montecitorio il 30 ottobre, durante la presentazione dei contenuti del provvedimento, ribadendo che quella in corso è un'emergenza nazionale: «È nei numeri: solo il 49% delle donne ha accesso al lavoro in Italia. In Europa la media é del 62%, l'obiettivo da raggiungere. Nel Sud la percentuale scende al 34% e in Sicilia addirittura al 29%. Un problema serio». Esiste anche il rischio, secondo la deputata LeU, di escludere la forza lavoro femminile in caso di ripresa economica. «Proprio perché è una legge che mira allo sviluppo del nostro Paese, la sottoporrò alla firma dei deputati e delle deputate di tutte le forze politiche», ha concluso l'ex presidentessa della Camera.

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