Femminicidio

Femminicidio

19 Ottobre Ott 2018 1623 19 ottobre 2018

A cosa serve la Commissione d'inchiesta sul femminicidio

Il Senato l'ha istituita con 257 voti favorevoli. Deve indagare sulle cause degli omicidi basati su motivi di genere e sull'adeguatezza delle leggi mirate a proteggere le donne. Gli obiettivi.

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Commissione Inchiesta Femminicidio

Il 16 ottobre il Senato ha detto sì con 257 voti favorevoli al disegno di legge che istituisce la Commissione d'inchiesta monocamerale sul femminicidio, dotata degli stessi poteri e degli stessi limiti dell'autorità giudiziaria. La Commissione è stata creata per la prima volta nel 2017, allo scopo di svolgere indagini sulla dimensione del fenomeno e su ogni altra forma di violenza di genere in Italia. Ha prodotto una relazione finale di 400 pagine, pubblicata online sul sito di Palazzo Madama. La relatrice del nuovo disegno di legge è la senatrice Gelsomina Silvia Vono, eletta a Catanzaro con il Movimento 5 stelle. Ecco quali sono gli obiettivi che la Commissione intende perseguire.

TRA IL 2016 E IL 2017 SONO STATE UCCISE PIÙ DI 116 DONNE

Secondo i dati forniti dalla stessa senatrice Vono, tra il 2016 e il 2017 le donne uccise dall'attuale o da un precedente compagno sono state «più di 116», un numero «spaventoso e in continua crescita». La Commissione d'inchiesta vuole quindi continuare a indagare sulle cause del femminicidio e sull'adeguatezza delle leggi e dell'azione amministrativa in materia.

LE CARENZE PRINCIPALI SU CUI INTERVENIRE

Anche grazie al lavoro svolto dalla precedente Commissione d'inchiesta, presieduta dalla senatrice del Partito democratico Francesca Puglisi, sono state individuate alcune carenze normative sulle quali è necessario intervenire. Tra queste figurano in particolare:

  • la reale protezione della vittima che denuncia la violenza
  • la tutela dei minori vittime di violenza assistita
  • la possibilità di difendersi dalle molestie sessuali

Con riferimento a quest'ultimo punto, la senatrice Vono ha detto che «sarà valutata una rivisitazione sotto il profilo penale», specie per quanto riguarda le molestie sui luoghi di lavoro che «colpiscono in prevalenza le donne».

L'IMPORTANZA DELLA RETE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA E DELLE CASE RIFUGIO

Il disegno di legge che istituisce la nuova Commissione d'inchiesta sul femminicidio intende inoltre dedicare un'attenzione specifica alla Rete dei centri antiviolenza e delle Case rifugio, individuandoli come interlocutori privilegiati delle istituzioni e attingendo alla loro lunga esperienza nel settore. La Commissione si propone di monitorare l'attività dei Centri stessi anche sotto il profilo della stabilità, certezza e durata nel tempo dei finanziamenti loro diretti, in modo da «scongiurarne la chiusura e favorire percorsi strutturati per far riemergere le donne dalla spirale di violenza».

IL POTENZIAMENTO DEI PROGETTI EDUCATIVI NELLE SCUOLE

Altro punto cardine del provvedimento è il potenziamento dei progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, in modo da «valorizzare i concetti di differenza e di parità di genere già a partire dall'infanzia». L'idea è quella di costruire una rete di prevenzione da un lato, e di accompagnamento morale e materiale delle vittime dall'altro, puntando anche a ridurre i tempi della burocrazia.

VERSO UN TESTO UNICO DELLE LEGGI CONTRO IL FEMMINICIDIO

Infine, la nuova Commissione sul femminicidio avrà il compito di valutare la fattibilità di redigere un Testo unico delle leggi in materia, per dare maggiore coerenza all'intero impianto normativo. Dopo un anno dall'insediamento si potranno tirare le prime somme e valutare quali siano gli strumenti più efficaci da mettere in campo per contrastare la violenza di genere.

I COMMENTI DELLE ALTRE FORZE POLITICHE

Il disegno di legge, presentato come detto dal Movimento 5 stelle, ha ricevuto l'appoggio anche delle forze politiche dell'opposizione. Forza Italia ha votato a favore e la vicepresidente dei senatori azzurri, Maria Rizzotti, si è augurata che «si possa finalmente lavorare con impegno ed efficacia per fronteggiare un fenomeno allarmante, preso in considerazione dai media solo da qualche anno ma sempre presente nella nostra società». Francesca Puglisi, attuale responsabile Infanzia e Adolescenza del Partito democratico, ha sottolineato che «il contrasto alla violenza maschile sulle donne richiede un impegno trasversale» e ha quindi augurato «buon lavoro» a tutti coloro che faranno parte della Commissione. Mentre Isabella Rauti, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d'Italia, ha detto che «la lotta contro il femminicidio significa in primo luogo difesa del bene comune, dei diritti fondamentali e delle libertà civili». Il partito di Giorgia Meloni vuole inoltre «continuare la battaglia per il riconoscimento dell'utero in affitto come reato universale», anche attraverso la sua partecipazione all'organismo monocamerale.

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