15 Ottobre Ott 2018 1621 15 ottobre 2018

L'assessora Sonia Avolio si è dimessa dopo le offese a Cristina Parodi

Aveva attaccato la conduttrice che aveva criticato la Lega, dandole della «cornuta» e non solo. Dopo le polemiche, ha lasciato la giunta di Cascina, nel Pisano.

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Cristina Parodi Sonia Avolio Dimessa

Parole pesantissime, non solo pronunciate da una donna contro un'altra donna, ma più precisamente da un'assessora. Parole che il 15 ottobre, riferisce PisaToday, sono costate le dimissioni a Sonia Avolio. La pietra dello scandalo sono le parole pronunciate in un video postato su Facebook qualche giorno fa: «Volevo mandare un messaggio a Cristina Parodi che dice che quelli che votano per Salvini sono degli ignoranti. Ignorante vuole dire senza conoscenza e lei che non sa più quante corna ha glielo dico io: una per ogni lentiggine se riesce a contarsele. E che vada con la su sorella, insieme ai tegami (termine che nel pisano si usa per offendere una donna dandole della puttana, ndr)». A parlare in questi termini, dando della cornuta alla Parodi, era appunto Sonia Avolio, assessora di Cascina, nel Pisano, con delega allo Svilppo e - udite, udite - alle Pari opportunità, che fa parte della giunta della leghista del comune pisano Susanna Ceccardi. Tanta cattiveria è scaturita dalla dichiarazione della scorsa settimana della Parodi, che aveva detto ospite di Rai Radio 2 alla trasmissione I lunatici: «A cosa è dovuta l'ascesa di Salvini? All'arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all'ignoranza».

QUELLE SCUSE SOLTANTO ABBOZZATE, POI LE DIMISSIONI

Dichiarazioni che avevano già scatenato la protesta della Lega, che aveva chiesto le dimissioni della Parodi. Ricoperta di critiche e insulti sui social, Avolio aveva poi cercato di metterci una toppa senza molto successo: «Chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso dal mio video: volevo fare ironia e non mi è riuscito. Sono greve, non cattiva», aveva scritto sempre su Facebook non scusandosi però con la diretta interessata. Parole, quelle dell'assessora toscana, pesantemente criticate dall'attualmente vice-presidente al senato del Partito Democratico Simona Malpezzi. E notate da Selvaggia Lucarelli, che si è chiesta se la leghista avesse valutato o meno gli estremi per una querela. E dopo le polemiche, è arrivato l'annuncio delle dimissioni. «Nella vita», ha scritto Avolio in una nota, «sono sempre stata abituata a difendere le mie idee e le mie scelte con tutta me stessa, senza mai optare per la via più breve e più agevole, viceversa non avrei mai potuto essere una donna di destra in un territorio storicamente rosso come quello pisano. Questo mio essere sempre schietta, sincera e coerente, mi porta anche a riconoscere gli errori che commetto. Per questo ho scelto di restituire le deleghe da assessore al comune di Cascina». E meno male, viene da dire. Perché al di là delle offese alla Parodi, farsi un giro sulla sua pagina Facebook e ascoltare i monologhi che fieramente postava sui suoi video era sconfortante. In uno di questi, per esempio, l'assessora, con tono sarcastico e pungente, parlava di una ragazza che aveva raccontato di non essere stata accettata al lavoro perché di colore: «Beh, io ho perso tanti lavori per via del mio colore politico. Anche le minoranze devono imparare a subire dei no».

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