25 Settembre Set 2018 1520 25 settembre 2018

Negozi chiusi la domenica: i dati Istat sul lavoro delle donne

L'idea di Di Maio di regolare i turni del commercio riguarda soprattutto le lavoratrici: per l'Istituto di statistica sono il 61,1% del totale impiegato nell'ultimo giorno della settimana.

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Donne Lavoro Domenica

L'idea di Luigi Di Maio, che ha promesso la «chiusura obbligatoria dei centri commerciali e dei negozi» la domenica, potrebbe avere effetto soprattutto sulle donne. A lavorare nell'ultimo giorno della settimana infatti nel settore del commercio «sono soprattutto le donne» che rappresentano il 61,1% dei lavoratori domenicali rispetto a una quota media sul totale degli occupati pari al 47,8%. Il dato è emerso dall'audizione Istat alla Commissione Attività Produttive della Camera sulla disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali. Inoltre, i lavoratori domenicali sono relativamente più giovani: il 42,9% ha meno di 35 anni rispetto a una presenza del 35,9% nella media del settore

A RISCHIO 30-50 MILA POSTI DI LAVORO TOTALI

Secondo stime di Conad e Federdistribuzione, la chiusura per 52 domeniche l’anno farebbe perdere fra i 30 e i 50 mila posti in totale nel commercio. Cifre esagerate secondo i sindacati: per Filcams Cgil la liberalizzazione ha prodotto precarietà, visto che il 40% degli addetti ha contratti a termine, spesso con part-time involontario, dove il lavoro domenicale è un obbligo, non sempre remunerato a dovere.

ITALIA UNICA IN UE SENZA LIMITAZIONI SUGLI ORARI COMMERCIALI

L'Italia è al momento il solo Stato a non prevedere limitazioni di sorta negli orari delle attività commerciali. Lo si deve a una misura straordinaria, varata in tempo di crisi economica, dal governo Monti e contenuta all'articolo 31 del provvedimento Salva Italia («costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali, senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi compreso l’ambiente urbano, e dei beni culturali»).

LE PROPOSTE DI M5S, LEGA E PARTITO DEMOCRATICO

Sono attualmente tre le proposte politiche su cui governo e parlamento dovranno pronunciarsi. Sul punto, come si è detto, c'è convergenza tra Movimento 5 Stelle e Lega ma ciascuno intende affrontare la questione diversamente: più discrezionalità ai governi regionali per entrambi ma con meno deroghe secondo la visione dei leghisti. Il Pd invece vorrebbe sì limitare le aperture ma partendo dalla legge attuale e prevedendo 12 giorni di stop all'anno.

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