15 Settembre Set 2018 1523 15 settembre 2018

Dal governo Lega - M5s solo danni alle donne

Un altro figlicidio. E la maggioranza che fa? Con la proposta Pillon permette un ricatto continuo nei confronti di chi subisce violenza. E i grillini non prendono nemmeno posizione.

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La sera del 14 settembre a Sant'Agata, nel Mugello, in provincia di Firenze, un uomo di 34 anni, Nicolò Patriarchi, ha ucciso con un coltello il figlio Michele di un anno e poi ha cercato di uccidere anche la figlia di sette anni. La madre l'ha salvata facendole da scudo e ora è gravemente ferita in ospedale. Non è un «omicidio durante una lite», come hanno riportato alcune testate. Non siamo all'esterno di una discoteca dove durante una rissa qualcuno viene ferito a morte, non siamo in un contesto di litigio tra fratelli per dividersi un'eredità. Quello che è accaduto in quella casa si chiama figlicidio. È una forma di femminicidio perchè vi sono degli uomini che uccidono i propri figli perché vogliono fare del male alla loro madre, una compagna che non si sottomette al loro volere. Non ci sono raptus, momenti di follia eccetera eccetera. C'è sempre un uomo violento dietro un figlicidio e dietro un femminicidio. C'è sempre un uomo che mette in atto un potere e un controllo nei confronti della compagna e anche dei figli, e quando questo controllo viene meno, quando il suo potere vacilla, ecco che la donna e i figli che compongono il proprio disegno di onnipotenza, diventano un ostacolo da eliminare.

SE MI TOGLIETE LO SCETTRO DEL POTERE AZZERO TUTTO

Non è difficile capirlo, basta seguire "le storie", che hanno tutte le stesse dinamiche, gli stessi terribili epiloghi. Quella più emblematica è la storia di Federico Barakat, perchè il figlicidio è accaduto nei locali dei servizi sociali che avrebbero dovuto proteggerlo, a San Donato Milanese, ma sono tanti i bambini e le bambine che sono morti per mano paterna in nome di un potere distruttivo e crudele. Tra le ultime storie quella di Luigi Capasso, che ha ucciso le due figlie dopo aver cercato di uccidere la moglie e quella di Fausto Filippone, che dopo il femminicidio della moglie ha letteralmente gettato la figlia da un cavalcavia. Si sono uccisi entrambi questi due padri crudeli, per cancellare tutto. Se le cose non vanno come dico io, se questa mia famiglia, che concepisco come il mio piccolo regno, pensa di destituirmi dal trono, di togliermi lo scettro del potere, allora io azzero tutto, la spazzo via. Nicolò Patriarchi non si è ucciso, è stato arrestato e ora seguiremo il prosieguo della vicenda. Ma intanto il piccolo Michele è morto e possiamo immaginare come sarà faticoso per la madre e la sorellina affrontare il trauma. Ma intanto in provincia di Potenza stamane si è suicidato un altro uomo di 41 anni che oggi ha ucciso la moglie di 30.

QUANDO UN «TI AMO» SIGNIFICA SOLO «AMO COME MI FAI SENTIRE»

Parliamo poco della crudeltà degli uomini, spesso raccontati come fragili e insicuri da una stampa distratta e irresponsabile. Gli uomini violenti sono cattivi. Che siano pregiudicati o rispettabili chirurghi, sono uomini che antepongono il proprio egoismo a ogni altro sentimento e anche l'amore a cui si appellano è solo una parola, poiché nelle loro relazioni non cercano che uno sfrenato appagamento del proprio ego. I loro «ti amo» significano «Amo come mi fai sentire», «Amo come soddisfi i miei desideri», «Amo la mia famiglia perché è il mio giocattolo e ne manovro le statuine come dico io». È uscito a giugno il film L’Affido, che racconta in maniera egregia attraverso gli occhi di un bambino di nove anni, Julien, cosa significa essere figlio di un padre violento e averne paura, cosa significa essere un uomo violento e implorare davanti a un giudice di poter vedere di più il proprio adorato figlio e poi armarsi di pistola e cercare di ucciderlo. Proprio come nel film, in tutte le storie di femminicidio c’è una madre che cerca aiuto, che dice di avere paura del proprio compagno e che si dice preoccupata che possa fare del male anche ai propri figli. Avevano paura la mamma di Federico, quella di Davide e Andrea, aveva paura Antonietta Gargiulo che aveva cambiato la serratura di casa, ma Luigi Capasso dopo averle sparato le ha preso le nuove chiavi dalla borsa ed è salito in casa ad ammazzare le figlie. Sono donne a cui non è stata data la dovuta credibilità, sono state accusate di esagerare nel descrivere la potenziale violenza del marito o ex marito, sono state accusate di alienazione genitoriale, ovvero di voler intromettersi in un legame padre-figli che aveva tutto il diritto di essere mantenuto e coltivato.

LA SCELLERATA PROPOSTA PILLON APRE AI RICATTI NEI CONFRONTI DELLE DONNE

In questi giorni si discute in parlamento della proposta leghista firmata Pillon che vorrebbe introdurre il reato di alienazione parentale, ovvero punire le donne che chiedono di allontanare dai propri figli un padre violento. Un'idea scellerata che permetterebbe agli uomini violenti di continuare a ricattare le proprie compagne minacciandole di portarle in tribunale se denunciano la violenza intra-familiare e il pericolo in cui si trovano i figli (qui una mia intervista al magistrato Roia di Milano che chiarisce come la cosiddetta alienazione genitoriale non abbia fondamento scientifico e come sia urgente una corretta formazione di avvocati e magistrati in merito). Sono tante le proteste che si sono alzate per questa proposta di legge che lede fortemente il diritto delle donne e dei minori a non subire né a sopportare gli abusi, che impedirebbe alle donne con minori risorse economiche di chiedere la separazione e arricchirebbe quegli avvocati della mediazione familiare che confondono conflitto con violenza mettendo a rischio la vita delle vittime e dei loro figli. La rete dei centri antiviolenza Di.r.e ha lanciato una petizione contro il dl Pillon e ha indetto una manifestazione a Roma per il 10 novembre.

PERCHÉ NESSUNO CHIEDE CONTO AL M5s DELLE SUE POSIZIONI?

«Applichiamo il contratto di governo» rispondono leghisti e grillini, e infatti l’alienazione genitoriale è uno dei punti che riguardano la famiglia sottoscritta in quella alleanza Lega-5stelle che per le donne significa un salto indietro di circa cinquant’anni. Ma se non stupisce che un partito come la Lega Nord possa cavalcare proposte che tendono a relegare le donne a ruoli subalterni (l'annuncio di voler vietare l'aborto, la prospettiva di impedire il divorzio attraverso le nuove norme sull'affido condiviso, il fornire agli uomini violenti strumenti che costringeranno molte donne e bambini ad accettare la violenza domestica, sono tutti "no" alla libertà di scelta e all'autonomia femminile) quello che per molti è incomprensibile è l'atteggiamento del Movimento cinque stelle che si è sempre proposto come più vicino alla sinistra che all'estrema destra e che in queste scelte si rivela invece molto più a destra di Forza Italia che col berlusconismo non ha certo brillato per rispetto della dignità femminile. Ci ritroviamo con una concezione del femminile che va rinchiuso in casa, in una casa dove mogli e figli ritornino ad essere funzionali al benessere maschile. Ma mentre tutti si scagliano contro Pillon e le sue proposte retrograde, non si chiede a Di Maio, a Spadafora che ha la delega alle pari opportunità, al premier Conte, di pronunciarsi.

«Quello che per molti è incomprensibile è l'atteggiamento del Movimento cinque stelle che in queste scelte si rivela invece molto più a destra di Forza Italia»

IN SEI MESI DAL GOVERNO SOLO DANNI ALLE DONNE

Non si chiede ai parlamentari e alle parlamentari Cinque stelle di mobilitarsi contro un punto del contratto di governo che forse non è stato sufficientemente valutato e approfondito prima di firmarlo, a meno che non si sia deliberatamente scelto di trovare un accordo sulla pelle delle donne e dei bambini, sacrificando i loro diritti per sedersi sulle anelate poltrone. Che si pronunci Di Maio, che si pronunci politicamente e non a titolo personale (Lega Nord ha definito opinioni personali le perplessità di Spadafora in merito alle dichiarazioni omofobe del ministro per la famiglia Fontana). Perché la base M5s, che ad ogni provvedimento del governo non può non vedere le contraddizioni con cui il movimento agisce, non può non sentirsi un po' tradita sui temi dei diritti umani e civili, è anche stanca di trovare giustificazioni, di dare la colpa al Pd e a quella mancata alleanza, è stanca di arrampicarsi sugli specchi di fronte alla scelleratezza con cui questo governo non solo non affronta il tema del femminicidio, ma lo rinforza. Da destra a sinistra, per chi si occupa di violenza, diritto di famiglia e minori, questi primi sei mesi di governo si possono riassumere con un hashtag: #solodannialledonne. Davvero Di Maio non ha niente da dire?

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