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31 Agosto Ago 2018 1344 31 agosto 2018

Trump sfida #MeToo: meno regole contro le molestie nei campus

Il presidente Usa vuole dare più diritti agli accusati. E stracciare le norme di Obama che incoraggiano i college ad agire davanti a qualsiasi «condotta non gradita di natura sessuale».

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Più diritti agli accusati di molestie sessuali nei campus americani. In controtendenza con le campagne del movimento #MeToo, l'amministrazione Trump sta cercando di alzare l'asticella dei comportamenti che possono indurre a misure disciplinari, cambiando la definizione di sexual harassment e trasformandola in: «una condotta non gradita, così severa, pervasiva e oggettivamente offensiva da meritare di essere punita con l'allontanamento». In questo modo, l'amministrazione del tycoon farà carta straccia delle norme adottate da Barack Obama, che incoraggiavano invece i college ad agire davanti a «qualsiasi condotta non gradita di natura sessuale»: e dunque avances, richieste di favori sessuali e altri comportamenti di natura verbale, non verbale e fisica.

Trump e il ministro dell'Istruzione Betsy De Vos.

Le nuove norme, caldeggiate dalla ministro dell'Istruzione Betsy De Vos, cadono in un momento delicato in cui istituzioni accademiche importanti come Ohio State University, la University of Southern California, New York University e Michigan State devono fare i conti con accuse esplosive che hanno coinvolto professori e membri dello staff. Obama era sceso in campo sullo sfondo di proteste nei campus e di un rapporto shock del Mit secondo cui il 17 per cento delle studentesse e il 5 per cento dei maschi erano rimasti vittime di molestie e violenze a base di sesso. Il Mit aveva incoraggiato tutti gli studenti a partecipare all'indagine, tuttavia solo un 35% lo aveva fatto a dispetto della campagna della Casa Bianca It's on Us (tocca a tutti noi) lanciata nel tentativo di mettere un freno alle violenze e per far sentire alla vittime che non sono sole.

LA CALIFORNIA PER LE QUOTE ROSA

Se però l'amministrazione Trump dà un segnale in controtendenza nell'epoca del #MeToo, dalla California, Stato che fa tendenza per il resto degli Usa, arriva un segnale in senso opposto. L'assemblea statale ha approvato una legge che impone alle società quotate in borsa di avere almeno una donna nel board. Se e quando entreranno in vigore, dopo la ratifica da parte del Senato e la firma del governatore Jerry Brown, le quote rosa nei Cda saranno le prime per gli Stati Uniti sulla scia di Paesi come Norvegia e Germania, che hanno già adottato norme per aumentare la presenza di donne nelle stanze dei bottoni.

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