Sessismo

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19 Luglio Lug 2018 1301 19 luglio 2018

Perché il caso di Assia Montanino non c'entra nulla con il sessismo

La capo segreteria di Di Maio su Facebook denuncia chi la critica in quanto giovane donna. Ma la quasi totalità delle 26enni non osa nemmeno sperare in uno stipendio di 70 mila euro. Discriminata o fortunata?

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Dimaio Assia Montanino Facebook

Assia Montanino, capo segreteria del ministro del Lavoro e futura capo segreteria pure del ministro dello Sviluppo economico e cioè sempre di Luigi Di Maio, riappare sui social dopo la polemica scatenata dalla sua nomina. E lo fa con un lungo post in cui dopo aver spiegato che la cifra netta mensile che arriverà a prendere (3.300 euro circa) «copre un impegno che va ben oltre i tempi previsti nel contratto, e che si protrae 7 giorni su 7, senza limiti di orario (che sarebbe anche vagamente illegale e il ministro del Lavoro dovrebbe non solo saperlo, ma evitarlo, ndr). E con responsabilità importanti», rispolvera gli argomenti del Paese per vecchi, dei giovani fannulloni e bamboccioni (per non parlare dei choosy di forneriana memoria) e del sessismo.

MERITOCRAZIA VS ONESTÀ

«Il fatto di avere 'solo' 26 anni», ricorda Montanino in un post su Facebook, «credevo fosse un elemento positivo e non di demerito, in un Paese in cui non si fa altro che dire 'largo ai giovani'». E, ancora: «Le illazioni sulle mie competenze le ritengo inaccettabili e gli autori ne dovranno rispondere in tribunale. È triste notare come un giovane in Italia debba costantemente difendersi dalle accuse di incompetenza, solo per un fattore legato all’età anagrafica. Pensavo che i tempi bui in cui un ex ministro del lavoro accusava i giovani di essere dei buoni a nulla fossero passati, invece noto che è una mentalità diffusa, sia in ambienti che si definiscono di destra, sia in ambienti che si professano di sinistra». Tutto vero. In Italia soprattutto dove si è considerati giovani fino a 50 anni. È però innegabile che per occupare un ruolo apicale e decisionale servano competenze ed esperienza, almeno secondo la vulgata. «La ragazza si farà», parafrasando De Gregori. Però è il suo datore di lavoro, 32enne e non laureato, ad aver sventolato la bandiera della meritocrazia. Se ora il criterio dell'onestà porta un punteggio più alto ne prendiamo atto (tra l'altro Montanino non è la sola senza esperienza nel mondo dei collaboratori M5s, anzi. Ma questo è un'altra storia).

Lavoro al Ministero del Lavoro come Capo segreteria. Stesso ruolo ricoprirò a breve al Ministero dello Sviluppo...

Geplaatst door Assia Montanino op Woensdag 18 juli 2018

Montanino però va oltre. ​«Come donna», continua su Fb, «osservo anche che in questi articoli e nelle foto private che sono state pubblicate, c’è un sessismo nemmeno troppo velato, e mi chiedo: se il capo segreteria fosse stato un uomo cosa sarebbe successo? Purtroppo certi media contribuiscono non solo a diffondere falsa informazione, ma anche a inchiodare l'Italia a un Medioevo culturale». Anche qui ha ragione. In Italia il sessismo è ancora una piaga, così come la discriminazione di genere. E il tetto di cristallo è bello robusto.

COSA DICONO I DATI SULL'OCCUPAZIONE

E allora dove scivola Montanino? Gridare al «sessismo sessismo», è come gridare «al lupo al lupo». Non porta a nulla, se non ad annacquare il tutto. Una simile argomentazione, tra l'altro, venne usata anche da Virginia Raggi, altra pentastellata, che commentando lo scandalo tangenti che ha travolto il nuovo Stadio della Roma arrivò a sostenere a Porta a Porta di essere nel mirino perché donna (qui l'editoriale di Luisa Rizzitelli). La pubblicazione di foto private, anche perché in assenza di scatti ufficiali e pubblici, può essere fastidiosa. Ma guardiamo anche il concreto: secondo gli ultimi dati Svimez una donna laureata da quattro anni che lavora al Sud - da dove viene Assia che è di Pomigliano D'Arco - ha un reddito medio mensile netto di 300 euro inferiore a quello di un uomo (mille euro contro 1.300). Se in Ue il tasso di occupazione rosa cresce, nel Mezzogiorno la situazione resta drammatica. Tutte le regioni meridionali, scrive Svimez, «sono collocate in posizioni gravemente svantaggiate rispetto alle altre europee, con Puglia, Calabria, Campania e Sicilia nelle ultime quattro posizioni, con valori del tasso di occupazione intorno al 30%, di circa 35 punti inferiori alla media europea e sensibilmente distanti da quelle del Centro-Nord».

ASSIA DOVREBBE ESSERE LA REGOLA, NON L'ECCEZIONE

Questo solo per dire che Assia in un Paese 'normale' dovrebbe essere la regola, non l'eccezione. E invece la quasi totalità delle 26enni (e non solo) non osano nemmeno sperare in uno stipendio di 70 mila euro lordi l'anno contando su una laurea e tanta voglia di fare. Per cui, Assia, dai retta a me: non sei stata discriminata, ma solo molto molto fortunata. La speranza è che Di Maio ora al governo riesca a invertire la tendenza.

SESSIMO A TARGHE ALTERNE

Un ultimo appunto. Montanino è attivista M5s da sempre: si era persino candidata nel 2015 alle Amministrative della sua città. Per questo a proposito di sessismo, sarebbe curioso conoscere la sua opinione circa il tristemente noto post di Beppe Grillo («Cosa fareste con la Boldrini in macchina?»), circa gli attacchi e le vignette nei confronti di Maria Elena Boschi che sono piovuti dal suo partito ininiterrottamente (anche lei laureata e con tanta voglia di fare, no?); circa la scarsa presenza di donne nell'esecutivo penta-leghista o circa la posizione anti-abortista del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana.

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