18 Luglio Lug 2018 1626 18 luglio 2018

Il deputato britannico John Woodcock non si dimette per molestie sessuali

Nella lettera con cui lascia il partito ne fa una questione politica. Ma a maggio del 2018 era stato sospeso dal Labour per messaggi hard inviati ripetutamente a una militante.

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John Woodcock Labour Molestie Sessuali

Defezione dalle file del Labour britannico da parte di John Woodcock, polemico deputato anti-Corbyn dell'ala liberal del partito finito sotto chiesta negli ultimi mesi per una vicenda di messaggi sessualmente espliciti, non graditi, inviati a una militante tra il 2014 e il 2016. Fatti conosciuti da tempo, ma che il partito ha preso in considerazione solo a maggio del 2018, quando lo ha sospeso per proteggere la reputazione del partito in attesa di chiarire meglio la faccenda con una investigazione formale.

LE DIMISSIONI SAREBBERO POLITICHE

Woodcock ne fa comunque una questione politica, più che di comportamento. Nella lettera con cui il 18 luglio ha annunciato le sue dimissioni dal gruppo - ma non dalla Camera dei Comuni, dove continuerà a sedere da indipendente - denuncia ancora una volta la svolta «di sinistra radicale» impressa a suo dire al partito dal leader Jeremy Corbyn, accusato inoltre d'aver «tollerato» forme di antisemitismo. Gelida la replica della leadership, che non esprime alcun rammarico limitandosi a ringraziare il deputato transfuga per «il servizio svolto» fintanto che è rimasto laburista.

GLI SCANDALI PRECEDENTI

Woodcock, divorziato e con due figlie, era già finito nei guai nel 2015 quando si scoprì che aveva utilizzato fondi pubblici per inviare lettere a sostegno di Save Our Hospital, un’iniziativa che però era parte della sua campagna elettorale. Il politico all'epoca ammise il comportamento. Anche più recentemente aveva suscitato scandalo fra gli attivisti, quando nel pieno della campagna per le politiche del 2017 aveva rivolto un appello agli elettori per votare per lui nel suo collegio, ma a fare come pareva loro a livello nazionale, dicendosi convinto che comunque il Partito Conservatore di Theresa May avrebbe stravinto: cosa poi non avvenuta.

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