10 Luglio Lug 2018 1110 10 luglio 2018

La storia della vedova del Nobel per la Pace Liu Xiaobo

Poetessa e artista, malata e depressa: Liu Xia dal 2010 è ai domiciliari in Cina. La colpa? Essere la moglie del dissidente morto nel 2017. Ora vola in Germania per problemi di salute.

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Ha lottato per la sua storia d'amore e di protesta, è rimasta chiusa per otto anni agli arresti domiciliari in Cina senza che le fosse formulata alcuna accusa. Ora Liu Xia, vedova del premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, ha lasciato il Paese diretta in Germania, a Berlino. Il via libera alla partenza è stato accordato dalle autorità di Pechino la mattina del 10 luglio 2018, e una portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha spiegato che Liu «ha lasciato il Paese per cure mediche, di sua volontà».

ISOLAMENTO E STRETTA SORVEGLIANZA

Le sue condizioni di salute, in peggioramento sotto il profilo fisico e psichico a causa dell'isolamento e della stretta sorveglianza, hanno di recente spinto gli esperti Onu dei diritti umani a sollecitare la Cina per una rapida soluzione. Il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, riferendo giovedì 5 luglio che il governo «si stava interessando alle condizioni di salute», aveva lasciato intendere l'arrivo della svolta dopo che per almeno due volte il rilascio era stato bloccato all'ultimo minuto da Pechino.

Liu Xia quando il marito, morto per un cancro al fegato, era ancora vivo.

Ansa

Liu Xia a inizio maggio aveva detto: «È più facile morire che vivere». Lo sfogo disperato era arrivato durante una telefonata con Liao Yiwu, un amico che vive in Germania e che ne diede conto su sul sito ChinaChange.org, che promuove le battaglie per i diritti civili nel Dragone. Si dichiarò pronta a morire per protesta contro gli arresti domiciliari ai quali è stata costretta in assenza di contestazioni formali dal 2010, anno in cui fu assegnato il premio Nobel per la Pace a suo marito.

LA MORTE DEL MARITO HA PEGGIORATO LA DEPRESSIONE

Liu Xiaobo, dissidente fortemente critico verso Pechino, è deceduto nel 2017 mentre scontava una condanna a 11 anni di carcere per «incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato» dopo aver ispirato la "Charter 08", il vasto piano di riforme e la fine del Partito comunista unico. La sua morte, dovuta a un cancro al fegato, fece aumentare i timori sulla salute della moglie, poetessa e artista, afflitta da depressione acuta, accentuata dalla stretta sorveglianza della polizia cinese.

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