Elezioni 2018

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1 Giugno Giu 2018 1431 01 giugno 2018

Le ministre della lista del governo Conte sono poche

A dirlo non siamo solo noi ma anche una buona parte del Pd e la senatrice di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè.

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A quasi tre mesi di distanza dalle elezioni politiche, sembra proprio che l'Italia avrà un governo. Giuseppe Conte, infatti, ha presentato di nuovo una lista dei ministri che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accettato. Su 18 dicasteri, solo cinque saranno affidate a donne. In pratica, il 27,78%, poco più di un quarto del totale. Un numero piuttosto basso, ben lontano dalla parità di genere effettiva. Ma non è una novità, visto che in tempi non sospetti avevamo già detto che sia nei programmi elettorali di Lega Nord e Movimento 5 Stelle, sia nel contratto di governo, le donne e le, in generale, le questioni e i temi legati al mondo femminile erano quasi inesistenti. La proposta di sole cinque ministre (Giulia Grillo, Elisabetta Trenta, Erika Stefani, Giulia Bongiorno e Barbara Lezzi), però, ha indignato parte dell'opposizione, in particolar modo il Partito democratico, ma anche un'esponente di punta del centrodestra: Daniela Santanchè, senatrice eletta con Fratelli d'Italia.

Ecco, partiamo proprio da lei. O meglio, da una sua nota e da una sua dichiarazione ad Agorà, twittata dal profilo Twitter del programma in onda su RaiTre: «Se dopo 80 giorni dal voto del 4 marzo l'Italia ha un governo politico e non l'ennesimo esecutivo tecnico calato dall'alto è anche merito di Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, che per spirito patriottico hanno dimostrato ancora una volta di anteporre il bene della Nazione agli interessi personali. In Senato infatti, la nostra astensione al voto di fiducia sarà decisiva per far partire l'esecutivo Conte, mentre in seguito FdI valuterà ogni singolo provvedimento e voterà quello che riterrà utile per il bene dell'Italia. Tuttavia guardando la squadra dei Ministri ritengo sbagliato parlare di 'governo del cambiamento' M5S e lega: la scelta anacronistica di proporre 5 donne su 18 ministri, peraltro in ruoli non chiave al netto della Difesa, più che un salto verso il futuro sembra un ritorno a vecchi e superati schemi politici che l'Italia si era lasciata alle spalle. E se il buongiorno si vede dal mattino, questa non è una buona notizia».

Andando un po' più a sinistra, politicamente parlando, troviamo anche alcuni esponenti del Partito democratico che hanno commentato la lista dei ministri del governo Conte, lamentando una totale assenza di un dicastero alle pari opportunità e bollando la scelta come 'retrograda'.

Ultimo ma non ultimo, c'è anche Federico Fornaro, parlamentare eletto nella lista di Liberi e Uguali.

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