Elezioni 2018

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28 Maggio Mag 2018 1753 28 maggio 2018 Aggiornato il 30 maggio 2018

I ministri (al femminile) del governo Cottarelli

Dopo il passo indietro di Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato l'incarico 'Mr. Spending Review'. Ecco i probabili nomi dell'esecutivo.

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Ministri Governo Cottarelli

Il governo gialloverde nato dall'alleanza tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini non ci sarà. Il 27 maggio 2018, l'ex premier incaricato Giuseppe Conte ha rimesso il mandato a causa del veto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul nome di Paolo Savona come Ministro dell'Economia. L'altra opzione per il Capo dello Stato è stata convocare Carlo Cottarelli, già Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica nel 2013 nell'esecutivo guidato da Enrico Letta. Da qui il soprannome 'Mr. Spending Review'. L'economista ha accettato l'incarico e sta pensando a una lista di probabili ministri da presentare il prima possibile al presidente Mattarella, in modo da formare in tempi rapidi un esecutivo e far sì che il Parlamento voti la fiducia. Cottarelli è stato chiaro: il 'governo del Presidente' non coprirà l'intera legislatura. Nel caso in cui Camera e Senato votino 'sì' alla fiducia, il nuovo esecutivo resterà in carica fino all'approvazione della legge di bilancio. Quindi, verosimilmente, andremo al voto all'inizio del 2019. Se il Parlamento non darà la fiducia, ci saranno le elezioni subito dopo agosto 2018. In un primo momento, la lista di ministri doveva essere presentata il 29 maggio 2018 ma sono successi un po' di problemi. Morale della favola, non si sa ancora se e quando, eventualmente, si farà un governo Cottarelli. In attesa di conoscere gli ipotetici nomi del nuovo esecutivo, abbiamo raccolto qualche indiscrezione sul totoministri (al femminile).

CHI È PAOLA SEVERINO, PROBABILE MINISTRA DEL GOVERNO COTTARELLI

Probabilmente, qualcuno si ricorda di Paola Severino, la prima donna nominata Ministro della Giustizia. È stata in carica dal 2011 al 2013 nel governo Monti ed è stata promotrice della legge, che porta il suo nome, sull'ineleggibilità alle cariche parlamentari per chi ha subito una condanna superiore a due anni. Più che una vera e propria politica, è stata definita 'tecnica' poiché, dal punto di vista professionale e accademico, si è sempre occupata di giurisprudenza come avvocata e docente. Dal 2016 è rettrice della Luiss 'Guido Carli' e dal 1997 al 2001 è stata vicepresidente del Consiglio della magistratura militare. Senza contare il fatto che ha difeso Romano Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, Salvatore Buscemi per la strage di via d'Amelio e Cesare Geronzi per il crac della Cirio.

CHI È ELISABETTA BELLONI, POSSIBILE MINISTRA DEGLI ESTERI DEL GOVERNO COTTARELLI

Il nome di Elisabetta Belloni era già circolato in tempi sospetti, ovvero all'inizio di maggio 2018, prima del cosiddetto 'contratto di governo' tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Doveva essere lei la premier di un ipotetico 'governo del Presidente'. Oggi, invece, è uno dei possibili nomi dell'esecutivo guidato da Carlo Cottarelli. Per chi non la conoscesse bene, la Belloni è la prima donna segretario generale della Farnesina, nominata da Paolo Gentiloni per succedere a Michele Valensise. Ma andiamo per gradi. La probabile ministra è nata a Roma nel 1958, ha una laurea in Scienze politiche alla Luiss, dove al momento è docente di Cooperazione allo sviluppo. Belloni ha iniziato la carriera nel mondo della diplomazia nel 1985. Professionista dalla personalità determinata (a tratti anche dura), ha ricoperto incarichi nelle ambasciate italiane e nelle rappresentanze permanenti a Vienna e a Bratislava, e presso le direzioni generali del Ministero degli Affari Esteri. Per quattro anni, dal 2004 al 2008 ha diretto l'Unità di Crisi del dicastero, è stata quindi direttrice generale della cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri dal 2008 al 2013, dal governo Berlusconi al governo Monti e dal gennaio 2013 al giugno 2015 è stata direttrice generale per le risorse e l'innovazione durante i governi Letta e Renzi. La svolta è arrivata a febbraio 2014, quando è stata promossa ambasciatore di grado e dal giugno 2015 ricopre la carica di Capo di Gabinetto del Ministro degli Esteri Gentiloni. Nell'aprile 2016 è stata nominata Segretaria Generale della Farnesina.

CHI È ANNA MARIA TARANTOLA, NOME FORTE DEL TOTOMINISTRI DEL 'GOVERNO DEL PRESIDENTE', GUIDATO DA CARLO COTTARELLI

Come la collega Elisabetta Belloni, anche Anna Maria Tarantola è stato un nome forte per un ipotetico governo del Presidente a inizio maggio 2018. È anche vero che la sua storia è legata a quella di Paola Severino, visto che, grazie al governo Monti, ha ottenuto la presidenza della Rai. Anna Maria Tarantola è una signora di 73 anni, originaria di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, la cui carriera nel mondo delle banche è culminata con il ruolo da vicedirettore generale della Banca d'Italia, da cui si dimise proprio per assumere l'incarico della presidenza Rai. Figura più istituzionale di lei, forse, non si potrebbe trovare. Anche perché, stando a un profilo de Linkiesta, sarebbe ben vista anche dagli ambienti vaticani, cui sembra essere molto legata. D'altronde, sembra anche una figura femminile capace di coniugare, almeno a parole, l'eterna dicotomia tra maternità e lavoro: «Una donna ha come potenzialità la maternità, ma anche quella di esprimere l’intelletto. Perché allora dev’essere messa di fronte alla necessità di dover scegliere, anziché fare entrambe le cose?», disse, come riportato da Cinquantamila. Vale la pena ricordare anche che, nel corso della sua presidenza Rai, ingaggiò un'aspra battaglia che qualcuno avrebbe potuto benissimo definire come 'moralizzatrice'. «Scrivania al settimo piano con vista su sette monitor. Ogni monitor un canale. Quando vede qualcosa che non le piace, alza il telefono», scriveva Vittorio Zincone su Set, raccontandone l'operato. Tarantola era in particolar modo avversa a molti contenitori mattutini, che a suo modo di vedere spendevano fin troppo tempo su argomenti futili come la chirurgia estetica, e in generale aveva espresso una grande preoccupazione per l'immagine della donna restituita dagli schermi della tv pubblica. La vittima illustre del corso Tarantola fu Belen Rodriguez, che all'epoca era fresca di farfallina a Sanremo, e a cui in seguito vennero negate delle ospitate proprio su indicazione della inflessibile presidente montiana.

CHI È LUCREZIA REICHLIN, NOME CALDO NELLA LISTA DEL TOTOMINISTRI DI COTTARELLI

Come dice il detto, «non c'è due senza tre». Sì, perché anche Lucrezia Reichlin era in pole position per un posto da premier di un eventuale 'governo del Presidente'. Invece, ora, è in corsa per un posto da Ministro del governo Cottarelli. Economista di spicco, classe 1954, Lucrezia Reichlin proviene da un côté di alto livello culturale: è figlia infatti di Alfredo Reichlin, storico politico che ha fatto parte della sinistra nelle sue incarnazioni dal Partito comunista italiano al Partito Democratico, e di Luciana Castellina, politica e giornalista dell'area del Manifesto, di cui è stata fondatrice. E anche se pare che negli anni del liceo facesse girare la testa un po' a tutti i suoi compagni, incluso il giovane Gentiloni, la sua formazione si è svolta soprattutto all'estero, come raccontava nel 2012 un approfondito articolo del Foglio ripreso da Dagospia. Il curriculum parla da sé: docente a Bruxelles e alla London Business School, prima donna direttore generale ricerche della Banca Centrale Europea, membro del consiglio di amministrazione di UniCredit. E qui ci fermiamo. In un'intervista a Elle, Reichlin si è espressa con chiarezza su molte questioni femminili. Si è detta favorevole alle quote rosa, ad esempio, perché «il cambiamento non avviene senza una nuova regola che scuota lo status quo». Ma suggerisce anche alle giovani donne di non esagerare con l'ambizione e puntare a una vita equilibrata, piuttosto che incentrata tutta sulla carriera, così come di fare figli in giovane età: «L’errore della nostra generazione è stato illudersi che rimandare la procreazione avrebbe aiutato la carriera. Invece è meglio avere figli da giovani, quando si ha l’energia fisica e mentale». E poi non ha potuto non raccontare della percezione che ha avuto lei, da donna, di un mondo storicamente molto maschile: «In questo settore, gli uomini hanno spesso un atteggiamento di tipo paternalista, non si fidano tanto delle donne e tendono a escluderle dai meccanismi di comunicazione che hanno tra di loro. Creano una sorta di 'gentlemen’s club'». Senza dimenticare, però, che spesso il primo ostacolo è in famiglia. A partire dai modelli culturali con cui si cresce: «Credo che il grande svantaggio delle donne sia prima di tutto dovuto a modelli familiari e sociali, che le spingono a fare delle rinunce nel lavoro e a non sviluppare ambizioni professionali».

CHI È MARTA CARTABIA, PROBABILE MINISTRA DEL GOVERNO COTTARELLI

Prima del 'contratto di governo' di Lega Nord e Movimento 5 stelle, uno dei nomi caldi per un 'governo del Presidente' era quello di Marta Cartabia, costituzionalista. Dopo il passo indietro di Giuseppe Conte, però, la vicepresidente della Corte Costituzionale è tornata di moda per far parte del nuovo esecutivo guidato da Carlo Cottarelli. Ma facciamo un passo indietro. Nel 2014, Giorgio Napolitano, suo malgrado, era stato rieletto da un anno presidente della Repubblica, ma era già all'opera per trovare un successore. E qualcuno pensò che non per caso, quell'anno, nominò Marta Cartabia vicepresidente della Corte costituzionale. Secondo il Giornale, il modo più semplice per spianarle la strada al Quirinale. All'epoca la si dipingeva come inesperta di Affari esteri, con un curriculum tutto sommato non memorabile, proveniente dall'area sinistra del mondo cattolico. Anche se Repubblica l'ha dipinta come «campioncina della cielle classica» e, infatti, pare che si sia più volte schierata contro i matrimoni gay.

CHI È LUISA TORCHIA, NOME CALDO PER IL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DEL GOVERNO COTTARELLI

Per la Funzione pubblica, invece, si sta pensando a Luisa Torchia, professoressa ordinaria di diritto amministrativo alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma Tre. Possiamo dire che la quasi totalità dei suoi incarichi, in passato, ha riguardato il campo accademico anche se è stata consigliera giuridica del Presidente del Consiglio Romano Prodi nel Governo Prodi I (1996-1998) e II (2006-2008) e del Ministro per la funzione pubblica Franco Bassanini nel Governo D'Alema II (1999-2000) e nel Governo Amato II (2000-2001). È stata anche consigliera di amministrazione presso la Cassa Depositi e Prestiti e membro della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche. Attualmente è Presidente dell'Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione.

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