1 Agosto Ago 2019 1343 01 agosto 2019

La rivoluzione dello smoking femminile di YSL

Yves Saint Laurent avrebbe compiuto 83 anni il primo agosto 2019. Cambiò la moda per sempre nel 1966, quando permise alle donne di indossare il capo maschile per eccellenza. 

  • ...
Yves Saint Laurent 3

I fashion editor che in prima fila stavano assistendo alla sfilata parigina ‘Pop Art’ di Yves Saint Laurent storsero il naso: «Si sforza per convincerci che è vicino ai giovani, ma la collezione è datata e senza grazia», scrisse la critica del New York Times Gloria Emerson. Le pellicce e gli abiti attillati proposti dallo stilista di origini algerine, ispirati alle opere di Roy Lichtenstein e Andy Warhol, ma anche da Niki de Saint-Phalle, furono accolti tiepidamente. Ma quel giorno di agosto del 1966, in Avenue Marceu 5, era apparso uno dei capi più iconici della moda del XX secolo: Le Smoking, ovvero la versione ‘al femminile’ dell’abito da sera (e da uomo) per eccellenza.

ALTRO CHE MINIGONNA

Fu un atto eversivo. Nonostante l’aria femminista dei favolosi Sixties, una donna che sceglieva i pantaloni era ancora vista come una provocazione, nonostante Coco Chanel e icone come Greta Garbo e Marlene Dietrich li avessero già indossati negli Anni 30. Mentre nella Swinging London spopolava la minigonna, Yves Saint Laurent decise di far indossare alle donne un tuxedo, riletto alla sua maniera, rivoluzionando l’Haute Couture nella rivoluzionaria Parigi. «Se Chanel ha dato la libertà alle donne, tu hai dato il potere», gli disse Pierre Bergé, con il quale aveva creato la sua maison.

NON FU APPREZZATO SUBITO

Yves Saint Laurent non la vedeva proprio così. «Il pantalone è un vezzo, non un segno di uguaglianza o di liberazione», dichiarò una volta, ritenendolo ‘solo’ un capo in grado di poter esaltare la femminilità. All’inizio ebbe ragione: tanti hotel e ristoranti negarono l’ingresso alle donne che lo indossavano. Capitò alla socialite Nan Kempner, respinta dal Le Côte Basque di New York. Riuscì a entrare dopo essersi tolta i pantaloni, usando la giacca a mo' di minidress. Con estrema soddisfazione del manager, arrivato a dire che, per le cene formali, Le Smoking era inadeguato tanto quanto un costume da bagno.

PANTALONI PER TUTTI

«Se gli uomini possono indossare lo smoking, perché io non posso?». Iniziarono a domandarselo e se lo misero addosso in tante, alle serate eleganti: Catherine Deneuve, Liza Minnelli, Lauren Bacall, Bianca Jagger, Paloma Picasso, la musa di YSL Loulou de la Falaise. Furono loro a sdoganarlo. Con buona pace dei critici che l’avevano stroncato (insieme a buona parte della collezione). A lungo i pantaloni sono stati un simbolo del potere. Non li avevano i sanculotti, perché non facevano parte della nobiltà e dall'alta borghesia. Le donne, storicamente, indossavano abiti maschili solo per lavorare nei campi o in fabbrica. In casa, li portava invece l’uomo, la persona che poi comandava. Yves Saint Laurent cancellò tutto questo in una sfilata, trasformando i pantaloni femminili in un capo da sera e regalando alle donne la possibilità di indossare lo smoking come gli uomini. Anzi, con più stile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso