30 Maggio Mag 2019 1446 30 maggio 2019

La sfilata femminista di Gucci ai Musei Capitolini

A Roma il direttore creativo Alessandro Michele ha portato in scena la collezione 2020 tra motti girl power e uteri ricamati sugli abiti. «Le scelte delle donne vanno rispettate».

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Anche la moda può diventare uno strumento politico. In passato ce lo ha dimostrato Prada, questa volta ce lo insegna Gucci. Il direttore creativo Alessandro Michele ha infatti portato in scena nei Musei Capitolini a Roma una nuova sfilata femminista presentando la collezione Gucci Cruise 2020. La sfilata, tra busti di filosofi e statue di imperatori in quello che viene considerato il primo museo al mondo è principalmente un «omaggio a Roma, al suo essere antica ed eterna e alla romanità» come ha ammesso lo stesso Alessandro Michele, direttore creativo della maison fiorentina che appartiene al Gruppo Kering, alla fine della sfilata. «Volevo tornare nei luoghi dell'infanzia portandoci la mia moda. Ma ho portato in scena un 'baccanale sotto la metro di Londra' come inno alla libertà, a quella d'esprimersi e a quella da ritrovare, perché oggi l'abbiamo persa: ci sono rimasti pochi luoghi di libertà mi sembra. La moda non è solo vestiti per me è un atto di libertà. Chi fa il mio lavoro ha delle antenne e bisogna poter dire delle cose, lanciare messaggi».

GUCCI SOSTIENE IL DIRITTO ALL'ABORTO

Su una giacca è stata stampata la scritta femminista My body, my choice, un abito è stato ricamato un utero che sembra quasi un fiore: «Anche il tema della donna e della scelta d'interrompere la gravidanza in libertà lo sento molto», ha spiegato lo stilista. «Bisogna rispettare le donne. L'utero così complesso mi sembrava un bel fiore. Roma è un luogo difficile da definire è un grande utero, un giardino. Noi scompariremo ma lei sarà sempre qui».

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