21 Febbraio Feb 2019 1804 21 febbraio 2019

Per Max Mara il femminismo non deve temere il glamour

La collezione autunno/inverno 2019 celebra donne in carriera, libere di poter indossare qualsiasi cosa ritengano appropriato per essere loro stesse. Come una gonna corta e uno stivale alto.

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Sfilata Max Mara Bocconi Femminismo

Il femminismo non deve avere paura del Glamour: è questo il messaggio lanciato dalla passerella di Max Mara, che con la sua collezione autunno/inverno 2019 ha sfilato alla Fashion week milanese in una locatin insolita: l'università Bocconi. E per rafforzare il concetto, che in passerella prende la forma di una boss lady in teddy coat colorato e stivali di coccodrillo, lo stilista Ian Griffiths ha citato la filosofa femminista Camille Paglia, per la quale «sono gli uomini a dover sottostare a convenzioni in termini di abbigliamento». Ecco perché una donna per affermare il suo potere non ha più bisogno di vestirsi da uomo né è costretta a camuffarsi per rivendicare i suoi diritti.

DONNE IN CARRIERA, LIBERE ANCHE GRAZIE AL GLAMOUR

«A volte la moda può opprimere le donne, il glamour invece le aiuta a sfruttare la loro immagine e a diventare ciò che vogliono essere», ha spiegato lo stilista. «Molte temono il Glamour per un certo approccio sobrio al femminismo, ma oggi la donna non deve temere una gonna corta e uno stivale alto». Per portare in passerella questo concetto, il brand Max Mara ha ripensato ai primi Anni 90, quando le top model sfilavano a gruppi, ed ecco un trio di modelle ad aprire la sfilata in stivali alti, tailleur da Power Lady e dolcevita, e un'icona come Eva Herzigova a chiuderla in blazer con bagliori di lurex. Sono donne in carriera e, alle gonne lunghe o corte che sembrano nate da una rivisitazione del pantalone sartoriale, abbinano casacche attrezzate con zip riprese dall' abbigliamento da lavoro. In passerella anche minidress in maglia, gilet attrezzati con tasche-borsetta, tante giacche dalle spalle importanti portate con le gonne corte o con i pantaloni ampi. E poi cappotti a vestaglia o con inserti in pelle, cammello o in colori accesi, per donne senza paura che non a caso sfilano all'università Bocconi, dove la metà dei laureati, ha sottolineato la maison, sono proprio donne. A loro, Max Mara gira l'invito dell'autrice e accademica femminista Roxane Gay a «essere libere di poter indossare qualsiasi cosa si ritenga appropriato per essere se stesse».

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