19 Febbraio Feb 2019 1332 19 febbraio 2019

Karl Lagerfeld e un'idea contraddittoria di femminismo

Il leggendario stilista, direttore creativo di Chanel, è morto a 85 anni. Se nel 2014 aveva fatto sfilare un corteo di donne in stile sessantottino, nel 2018 aveva duramente attaccato #MeToo.

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Se ne è andato uno stilista leggendario: Karl Lagerfeld è morto il 18 febbraio all'età di 85 anni. Sarto, stilista e fotografo tedesco celebre per i suoi abiti e i suoi occhiali neri, era il direttore artistico di Chanel dal 1983 e Fendi. Ma Lagerfeld è riuscito, nella sua lunga carriera, a fare del suo nome una griffe indipendente che ha collaborato con varie maison della moda, non solo Fendi e Chanel, ma anche Chloé. Ha avuto una sua etichetta e nonostante il successo non ha disdegnato le collaborazioni con i colossi del low cost: per H&M ha firmato nel 2001 una collezione a edizione limitata andata a ruba in due giorni. Dal 2010 ha firmato per quattro stagioni le collezioni di Hogan, per cui ha ripensato i modelli classici del brand, sneakers e ballerine. Designer carismatico, eccentrico con un'immagine pubblica inconfondibile - occhiali scuri anche di notte, capelli bianchi raccolti a coda e guanti da aviatore di pelle nera, è un personaggio misterioso che un documentario, Karl Lagerfeld - A Lonely King (in onda nel settembre 2018) ha provato a rivelare. Lagerfeld ha vestito popstar del calibro di Kylie Minogue e Madonna. Claudia Schiffer è stata la sua modella preferita degli Anni '80-'90, Kaia Gerber l'ultima musa.

QUANDO LA SUA SFILATA DIVENNE UN CORTEO FEMMINISTA

Ma cosa pensava Lagerfeld del femminismo? Se, da una parte, nel 2014 aveva trasformato la sfilata di Chanel durante la settimana della moda di Parigi un una manifestazione femminista in stile sessantottino con tanto di cartelli e slogan che rivendicavano i diritti delle donne, dove in prima fila c'erano le top Cara Delevinge e Gisele Bunchen, nel 2018 fecero discutere le sue durissime dichiarazioni contro il movimento #MeToo.

QUANDO DISSE: «SE NON VUOI CHE TI TIRINO GIÙ LE MUTANDE VAI IN CONVENTO»

Qualche mese dopo lo scandalo Weinstein, lo stilista aveva partecipato al dibattito con esternazioni decisamente crude: «Se non vuoi che qualcuno ti tiri giù le mutandine, non fare la modella», aveva dichiarato in un'intervista rilasciata alla rivista Numéro. Si era detto sconvolto «da tutte queste attricette che ci hanno messo 20 anni a ricordare. Per non parlare del fatto che non ci sono testimoni». Non solo: alle ragazze che protetavano contro un sistema in cui le molestie sessuali erano una regola aveva consigliato di andare «in convento, ci sarà sempre posto per voi».

Karl Lagerfeld (GettyImages).

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