23 Gennaio Gen 2019 1625 23 gennaio 2019

La denuncia di Bebe Rexha, che gli stilisti non vogliono vestire per la sua taglia 44

La popstar definita «too big» dai designer a cui ha chiesto un abito per i Grammy richiama l’attenzione su una questione atavica: bellezza fa ancora rima con magrezza?

  • ...
Bebe Rexha Instagram Abito Grammy

«Non si è mai troppo ricchi, né troppo magri». A decretarlo, nella prima metà del XIX secolo Wallis Simpson. L’allora duchessa di Windsor non poteva prevedere i danni che questa frase, diventata imperativo categorico per il fashion system, avrebbe provocato nell’universo femminile. Dopo un secolo, la moda, per sua natura avanguardistica, si dimostra invece anacronistica nel Dna. A denunciare questa contraddizione, ultima in ordine di tempo, Bebe Rexha, popstar e icona millennial, candidata a due premi (Best New Artist e Best Country Duo/Group Performance) ai Grammy che si terranno l’11 febbraio allo Staples Center di Los Angeles. Due riconoscimenti importanti per la 29enne americana di origine albanese che, con la sua musica, si è affermata negli ultimi anni a livello mondiale. In vista dell’importante occasione la Rexha ha chiesto al suo team di contattare alcuni stilisti per chiedere l’abito da indossare sul red carpet. Ma ha ricevuto dai fashion designer solo rifiuti. Il motivo? «Sei too big», le hanno risposto. Troppo grassa. La cantante porta la taglia 44.

LO SFOGO SU INSTAGRAM

Nel 2019, a fronte di battaglie per l’accettazione di sé, con l’affermazione della body positivity, bombardati da messaggi di inclusività a sostegno che la bellezza non ha razza né forma, ma solo autenticità, l’industria della moda, che solo apparentemente sembra aprirsi a misure fuori della 38/40, definisce «grassa» una ragazza di taglia 44 (la 8 americana). Dunque, non degna di essere vestita bene. Dunque, non degna di essere bella. Bebe Rexha, dopo il rifiuto degli stilisti, si è prontamente e giustamente sfogata tramite un video via Instagram. Ha dichiarato: «Sono finalmente stata nominata ai Grammy ed è la cosa più bella di sempre. Spesso gli artisti si confrontano con stilisti per creare i loro abiti personalizzati da sfoggiare sul red carpet. La mia squadra ha fatto appello a molti designer, ma questi non vogliono vestirmi perché sono troppo grassa». Si rivolge poi direttamente ai signori della moda: «Credete che tutte le donne del mondo cha hanno la taglia 44 non siano belle e non possano indossare i vostri vestiti. Allora se è così non voglio indossare i vostri schifosi abiti». La popstar ha infine invitato i suoi follower (ne conta più di 7 milioni su Instagram) ad amarsi per come si è. «Mi dispiace, ho dovuto sfogarmi. Se non ti piace il mio stile o la mia musica è una cosa, ma non dire che non puoi vestire qualcuno perché ha una taglia eccessiva. Rafforzate l'amore delle donne per i loro corpi invece di farle stare male per le loro taglie. Siamo belle sempre e comunque, qualsiasi siano le nostre forme».

I PRECEDENTI

Il video ha ottenuto in pochissimo tempo più di mezzo milione di visualizzazioni. Potenza dei social. Non si contano i commenti a sostegno di chi si è schierato a favore della cantante. Tra questi anche la collega Leona Lewis e la top model Tyra Banks. Non sono mancati all’appello alcuni fashion designer dalla parte di Rexha, come Stella Nolasco e Christian Soriano. Entrambi gli stilisti hanno vestito celebrità (la prima Beyoncé ed Eva Longoria, il secondo Leslie Jones e Meghan Mullaly) in occasioni per i quali nessuno aveva voluto vestirle perché troppo formose. Ma anche altre le star che, nel corso del tempo, hanno sottolineato e denunciato, soprattutto tramite social, questa situazione, cioè di essere state discriminate dagli stilisti per la loro taglia: Melissa McCarthy, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Rachel Bloom, Hayden Panettiere, Khloè Kardashian, solo per citarne alcune. Dell’elenco fa parte anche la modella curvy Ashley Graham che da sempre è in lotta contro il fashion system accusato di non porre attenzione alle donne reali. Anche se abbiamo visto la mannequin plus size sfilare durante gli ultimi show di Dolce & Gabbana, sostenitori d’inclusività, anche se brand come Calvin Klein celebrano le donne vere (quest’ultima griffe con la recente campagna di underwear Pefectly fit) tutto ciò evidentemente non basta a smuovere degli ingranaggi ossidati da più di un secolo, fermi all’ideale iper longilineo. L’industria moda, paradossalmente, è fuori moda.

PIÙ TAGLIE PER TUTTI

Ben vengano, allora, le denunce come quella di Bebe Rexha che, per la cronaca, continua a ricevere proposte da parte di griffe che le propongono outfit per i Grammy pro bono (l’ultimo è Michael Costello). Servono quanto meno a smuovere le coscienze. Perché, se è vero che la moda continua a dotarsi di leggi anti magrezza (uno degli ultimi protocolli è del 2017 ed è la prima Carta per il benessere di modelle e modelli, redatto dai colossi del lusso LVMH e Kering per combattere i disturbi alimentari in passerella), il curvy power si fa sempre più sentire e le donne tendono a valorizzare, e non più a nascondere, le proprie differenze (anche di taglia), la battaglia contro questo tipo di stereotipi alla Diavolo veste Prada è ancora lunga. Ce ne vuole di forza a rimettere in moto quell’ingranaggio arrugginito. Abbiamo però tutti il dovere di riuscire a smuoverlo e resettarlo sul terzo millennio. Perché bellezza faccia rima non più con magrezza, ma con qualunque fattezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso