Sessismo

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21 Novembre Nov 2018 1353 21 novembre 2018 Aggiornato il 22 novembre 2018

Perché il nuovo spot di Dolce e Gabbana è sessista

È di nuovo bufera per il brand. Tutta colpa di un video lanciato per pubblicizzare una sfilata-evento a Shanghai. Nella clip si gioca con doppi sensi e stereotipi che non sono piaciuti al pubblico (cinese e non). 

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Dolce E Gabbana Pubblicita Sessista

Non c'è pace per Dolce&Gabbana. E per i loro spot. È passato poco più di un anno da quando quello dedicato alle fragranze The One era finito nel mirino dell'opinione pubblica perché si faceva portatore dei «soliti cliché» su Napoli (pizza, mandolini e Pulcinella). Adesso è il turno della campagna per pubblicizzare una sfilata evento a Shanghai che ritrae una giovane donna cinese (per molti scelta in quanto incarna perfettamente lo stereotipo della femminilità locale) intenta a gustare piatti tipici della cucina italiana (nell'ordine spaghetti, pizza e cannolo) utilizzando le tradizionali bacchette. Un'idea divertente se non fosse per un leggero retrogusto sessista. Ad un certo punto dello spot, infatti la modella è alle prese con il tradizionale dolce siciliano e una voce maschile in sottofondo le chiede: «È troppo grande per te?». Un doppio senso che risulta effettivamente fuori luogo. Tanto che il video non è più rintracciabile su Weibo, il social network più popolare in Cina, e la sfilata prevista per il 21 novembre 2018 pare essere stata cancellata.

LA DIFESA (DEBOLE) DI STEFANO GABBANA

Come se non bastasse, ad inasprire la polemica sui social sono state le (presunte) parole offensive e razziste scritte dallo stesso Stefano Gabbana, uno dei due fondatori e stilista del marchio, sul suo account Instagram. Sono circolati infatti degli screenshot di conversazioni private nelle quali screditava pesantemente il Paese. «Lo spot è stato cancellato dai social media perché il mio ufficio è stupido così come la maggioranza dei cinesi... Fosse stato per me non l'avrei mai cancellato». A distanza di qualche ora però il designer ha fatto marcia indietro spiegando come quelle parole fossero state scritte da un hacker. Sono però in molti a non credergli visto che Gabbana già in passato si era 'messo in luce' sui social con altre uscite non propriamente eleganti (citofonare a Selena Gomez e agli abitanti di Napoli ai quali aveva detto: «La prossima volta col cazzo che vengo a Napoli a farvi pubblicità. Che brutta gente»).

IL BOICOTTAGGIO DELLE PIATTAFORME CINESI

La risposta da parte dei siti di e-commerce cinesi non si è fatta attendere. Dai tre colossi del settore Tmall, JD.com e Suning, quelli cross-border NetEase Kaola e Ymatou, e compagnie del luxury e-commerce come Yhd.com, Secoo e Vip.com sono infatti scomparsi i prodotti della griffe italiana già dalla tarda serata del 21 novembre 2018 secondo jinronghu.com. Un duro colpo per gli stilisti che si ritrovano a fare i conti con il rischio di veder crollare le proprie vendite proprio in uno dei mercati esteri più importanti per il marchio.

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