Sfilata Atsushi Nakashima

Fashion Week

21 Settembre Set 2018 1323 21 settembre 2018

La sfilata di «protesta» di Prada alla Fashion Week di Milano

La collezione Primavera-Estate 2019 presentata il 20 settembre ha portato in passerella il pensiero e la militanza: «Chi vuol essere libero, deve avere una voce più forte».

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Prada MFW S/S2019

Ha preso il classico borghese e lo ha spaccato, ingigantito, militarizzato. Questa è l’opera di Miuccia Prada per la collezione ready-to-wear della primavera-estate 2019. Il colpo d’occhio vede sfilare un esercito di Twiggy, la celebre modella degli Anni '50, ma osservando più a fondo di quell’aura bourgeois e graziosa è rimasto ben poco.

UNA BORGHESIA MILITARIZZATA

Le stampe floreali e l’eleganza delle linee morbide che ricadevano sul corpo a Londra o New York sono state sostituite da cappotti di raso con spalline basse. Anche gli accessori si irrigidiscono e le borsette diventano le armi della sua protesta. «Ho voluto mettere in scena due correnti diametralmente opposte della contemporaneità», ha raccontato la stilista, «da una parte la libertà dei sogni, la radicalità di certe vedute moderne. E dall’altra la loro antitesi, la conservazione, le derive di destra». La denuncia della designer non è dichiarata, in puro stile Prada, la Signora – come la chiamano i dipendenti della maison – cerca solo di «rovinare il conosciuto, di dare un altro punto di vista». Non lo dice, ma si fa capire: il suo esercito si schiera contro i populismi emergenti, contraddice le forze che tentano di far retrocedere i diritti femminili. Gonne e pantaloncini sono macchiati a regola d’arte con stampe tie-dye, i classici cardigan milanesi vengono smembrati, bucati per mostrare gomiti e scollature e gli abitini sono tenuti insieme da lacci sottili e cinture metalliche. Tira fuori i gambaletti e li accompagna a sandali di maglia.

«NON SI PUÒ GOVERNARE CON UN HASHTAG O UNO SLOGAN»

La sfilata Prada si potrebbe riassumere come ciò che di buono è nato dai tempi difficili che stiamo affrontando: «Viviamo un’epoca di semplificazione che non mi piace per niente. Non si può governare con un hashtag e nemmeno con uno slogan. D’altro canto, non si può nemmeno puntare troppo in alto ed essere inutilmente difficili o radicali. Di sicuro bisogna riportare dibattito, serietà, tempo e competenza. Come fa la moda, per esempio», ha spiegato Miuccia Prada dopo la sfilata. Che si scaglia contro la semplicità grazie al mash-up disturbante di borchie, cerchietti e nudità. Non si riferisce mai ai millennials, ma nella collezione che propone c’è tutta la forza reazionaria di questa generazione, senza che si avverta il bisogno di essere una liceale per indossarla.

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