Me Too Times Up

#MeToo

13 Luglio Lug 2018 2046 13 luglio 2018

La moda non impara le lezioni di #MeToo

Fotografi accusati di molestie ma in attività. Prada che invita Polanski alla sfilata. Lagerlfeld contro le modelle. Connor e A$AP Bari in prima fila agli show. Il settore sembra insensibile al movimento di denuncia.

  • ...
Dior Bari

Da quando lo scandalo Weinstein è esploso nell'autunno del 2017, il movimento #MeToo ha sconvolto ogni settore in cui sono venuti a galla casi di molestie. Nel cinema, nella musica, nella politica, nel giornalismo e nello sport nomi celebri e super star sono state messe all'angolo non appena sono iniziate a piovere le accuse di violenze sessuali o anche solo di sessismo. Una sola industria rappresenta l'eccezione alla regola: la moda. Proprio il settore che più si appoggia sulla figura femminile si sta dimostrando il meno sensibile al movimento di denuncia che nel 2017 ha meritato la copertina del Time. Un'ipocrisia che, a ben guardare, ha sempre contraddistinto il fashion, notoriamente sordo alle preoccupazioni su misoginia, abusi sessuali e questioni legate alla salute come l'anoressia. Sono diversi i casi che provano come il settore non stia mostrando alcuna volontà nel condannare comportamenti che in altri campi (finalmente) non sono più tollerati. Ecco alcuni esempi.

I FOTOGRAFI-STAR ACCUSATI MA IN ATTIVITÀ

A gennaio 2018, tre maghi dell'obiettivo, Mario Testino, Bruce Weber e Patrick Demarchelier, sono stati accusati di molestie sessuali da decine di modelli maschi. I fotografi, che per anni hanno collaborato con Vogue, si sono dichiarati innocenti. «Alla luce delle accuse, non commissioneremo loro alcun lavoro nel prevedibile futuro», ha dichiarato la direttrice della rivista, Anna Wintour.

Il fotografo Mario Testino.

Al di là di questa formale dissociazione, il mondo della moda ha continuato a sostenere Testino, Weber e Demarchelier, che hanno mantenuto collaborazioni con diverse testate. Il fotografo francese, in particolare, ha recentemente pubblicato per Harper’s Bazaar Japan, Vogue Japan e Vogue Australia.

PRADA INVITA POLANSKI

Un esempio di legittimazione di figure controverse è arrivato dall'ultima settimana della moda di Parigi. L'8 luglio, Miuccia Prada ha invitato il regista Roman Polanski alla sfilata di Miu Miu. Dopo lo show, la stilista ha cenato con Polanski, l’ormai 84enne maestro del cinema noto per i suoi film psicosessuali, che è ancora un fuggitivo per gli Stati Uniti, dove è ricercato per scontare una condanna per stupro in California. Il regista ha definito il movimento #MeToo un'«isteria collettiva». Difficile non vedere una contraddizione nell'endorsement per lui della signora Prada, che da sempre si dichiara una femminista.

KARL LAGERLFELD CONTRO IL #METOO

Alle file degli uomini secondo cui le donne non dovrebbero né denunciare né lamentarsi più di tanto perché il mondo della moda e dello spettacolo, a loro modo di vedere, funzionano così, si è aggiunto anche Karl Lagerfeld, vera e propria leggenda del panorama fashion e direttore creativo di Chanel e Fendi: «Se non vuoi che qualcuno ti tiri giù le mutandine, non fare la modella», ha dichiarato in un'intervista rilasciata alla rivista Numéro ad aprile. Parole crude, che rivelano l'incapacità di calarsi nei panni di un'altra persona che, anche se lavora facendo mostra del proprio corpo, non per questo sta dando il tacito assenso a essere molestata. Anche in questo caso, nessuno dei grandi del settore si è dissociato, né Lagerlfeld ha avuto ripercussioni di alcun tipo sulla carriera.

IAN CONNOR e A$AP BARI IN PRIMA FILA ALLE SFILATE

A giugno, i due influencer Ian Connor e A$AP Bari, entrambi accusati di molestie, hanno assistito in prima fila a due importanti sfilate della settimana di Parigi. Connor è stato fotografato allo show di debutto del nuovo direttore creativo di Louis Vuitton, Virgil Abloh, mentre Bari ha partecipato all'evento di Dior.

A$AP Bari alla sfilata di Dior.

La coppia è stata poi vista alla sfilata di Alyx, un nuovo brand creato da Matthew Williams, amico intimo di Kanye West. Se grandi gruppi come Vuitton e Dior non sono i primi a dissociarsi da comportamenti che sarebbero da condannare, difficilmente il resto del mondo della moda ne prenderà le distanze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso