15 Aprile Apr 2019 1803 15 aprile 2019

Le cose da sapere sul congelamento degli ovuli

Età, centri, tecniche, costi e casistiche. I consigli degli esperti di fertilità sulla crioconservazione degli ovociti in Italia. La nostra guida. 

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Congelamento Ovuli Procedura

La crioconservazione degli ovociti o freezing o, ancora più comunemente, congelamento degli ovuli, è una terapia di preservazione della fertilità regolamentata in Italia dalla legge n. 40 del 19 febbraio 2004. La scelta di questa pratica (che dal 2013 non è più considerata tecnica sperimentale) può essere intrapresa dalla donna che decide di posticipare la maternità per motivi personali, l’impegno nella carriera messo al primo posto o l’assenza di un partner stabile, ma vuole comunque assicurarsi una possibilità in più di vivere una gravidanza in futuro utilizzando gameti di qualità perché prelevati in età relativamente giovana (in questo caso parliamo di social freezing). Oppure dalla coppia o dal singolo con patologie mediche (medical freezing), come tumori o malattie genetiche, che riducono la cui possibilità di procreare. Possibilità che comunque, come ci confermano gli esperti che abbiamo consultato, non è eterna, sia per le donne che per gli uomini, al contrario di quanto sembrano suggerire alcuni casi eclatanti di mamme tardive famose. Quindi preoccuparsene è spesso una necessità coerente con l’orologio biologico. «L’età dell’esaurimento funzionale ovarico avviene prima della menopausa. Oltre i 42 anni è difficile che la donna riesca ad avere dei figli. Le donne sopra i 35 anni che non hanno ben chiaro di voler procreare si rivolgono a noi per crioconservare gli ovociti per un periodo molto lungo: fino a 20 anni», ci racconta il professor Claudio Giorlandino, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione Altamedica.

L’ETÀ GIUSTA PER CONGELARE GLI OVOCITI

Secondo una ricerca dell’Institut Marquès la media delle donne che attualmente richiedono questa tecnica è di 39,5 anni. Gli specialisti consigliano invece di congelare gli ovuli prima dei 35 anni. Questo significa che le conoscenze su questo procedimento non sono ancora molto chiare. «La cronaca ci racconta di giganti del web come Google che hanno offerto il social freezing gratuitamente alle proprie dipendenti, ma spesso non viene evidenziato abbastanza come questo servizio sia stato offerto solo alle donne molto giovani, come è corretto che sia», spiega il professor Franco Lisi, corresponsabile e direttore scientifico Centro di Medicina della Riproduzione Altamedica. Il motivo? La qualità degli ovociti: «Allo scongelamento avranno un alto tasso di sopravvivenza e daranno luogo a buoni embrioni che avranno buone possibilità di generare una vita». Per le pazienti oncologiche invece «dipende dall’età in cui si è manifestata la neoplasia».

«La possibilità di procreare non è eterna, sia per le donne che per gli uomini, al contrario di quanto sembrano suggerire alcuni casi di mamme tardive famose».

IN QUALI CENTRI CRIOCONSERVARE GLI OVOCITI

La crioconservazione avviene in Italia all’interno di centri specializzati sia privati, sia pubblici. Circa 343 secondo gli ultimi dati ministeriali disponibili. Il Registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita raccoglie i dati delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di congelamento degli ovuli che però non sono praticate in maniera omogenea su tutto il territorio.

LE DUE TECNICHE: CONGELAMENTO LENTO E ULTRARAPIDO

I due protocolli disponibili sono il congelamento ultrarapido o vitrificazione e il congelamento lento. E se il tipo di intervento è simile, a cambiare è la velocità del freezing. La prima tecnica viene considerata una procedura di elezione per il maggiore tasso di sopravvivenza degli ovociti dopo lo scongelamento, perché, sottolinea Lisi, mantengono immutate le loro caratteristiche».

COME FUNZIONA L’INTERVENTO

C’è una prima fase di stimolazione follicolare e una seconda fase di prelievo degli ovociti. La prima è necessaria per fare in modo che la donna produca più di un solo follicolo durante il tradizionale ciclo ovarico. «Uno solo sarebbe troppo poco. Per questo viene somministrato l’FSH, l’ormone follicolo-stimolante», continua Lisi. Questa fase solitamente dura circa 11 giorni e viene controllata da un monitoraggio ecografico costante. «Quando i follicoli sono maturi, ossia all’interno del follicolo c’è un uovo maturo, vengono punti e aspirati e nel liquido follicolare si ritrovano gli ovociti. Dopodiché questi ultimi sono congelati e conservati sotto azoto liquido a temperature molto basse come avviene anche per spermatozoi ed embrioni».

​COSTO MEDIO

Il costo dell’intero processo, dal monitoraggio alla conservazione in laboratorio (quella standard è di circa 4 anni), oscilla tra i 2500 e i 3 mila euro. A questi prezzi vanno aggiunti, in caso di prolungamento del tempo, circa 250 euro l’anno. Dal 2017 la procreazione medicalmente assistita (PMA) è entrata a far pare delle prestazioni erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale, ciò vuol dire che ogni Regione a seconda del proprio bilancio sanitario, compartecipa alla spesa per i trattamenti con un ticket ma solo nei casi previsti dal medical freezing. Ovviamente il sistema pubblico prevede delle liste di attesa più lunghe rispetto all’intervento nel privato che possono incidere anche sul livello efficacia della crioconservazione.

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