10 Settembre Set 2018 1201 10 settembre 2018

Cinque consigli per proteggere l'infanzia dagli abusi

Insegnate loro a conoscere il proprio corpo, assicurate il vostro supporto, prestate attenzione ai segnali: soprattutto quando si parla di minori, la prevenzione è la prima barriera contro le violenze.

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Consigli Antiviolenza Bambini

Nella maggior parte dei casi, gli abusi vengono compiuti da persone che i bambini conoscono bene e quindi credono di non poterli denunciare, i genitori invece sempre più spesso si sentono soggiogati dall'aumento di casi di violenza, ma gli adulti, consapevoli del pericolo, possono aiutarli mettendo in atto queste cinque semplici armi di prevenzione.

CONOSCERE IL PROPRIO CORPO

Non è mai troppo presto per insegnare ai bambini quali sono i limiti del proprio fisico, quindi, non appena iniziano a parlare è bene indicare le parti del corpo con i nomi corretti, compresi i genitali. Durante il bagnetto, o il cambio del pannolino, assicuratevi che capiscano dove un adulto, specie se estraneo, non dovrebbe soffermarsi. Spiegate loro che in queste zone i contatti dovrebbero essere limitati, anche durante le visite dal dottore, e sempre con un genitore presente. «Non è mai troppo tardi per far capire ai bambini che il loro corpo gli appartiene», spiega, in un'intervista a The New York Times, Debby Herbenick, docente di igiene e salute pubblica all'Università dell'Indiana. Anche nel momento del gioco, per esempio, se il bambino chiede di smettere di essere toccato, voi fermatevi. Lo stesso vale per le coccole: molti genitori credono di avere il dovere di lasciare che parenti e amici abbraccino e bacino i figli, ma non è così. Il bambino o la bambina ha bisogno di imparare, fin da subito, che l'affetto è una sua scelta e quando dice «no», è il momento di smettere. Se chiede di andare in bagno da solo, o di vestirsi in autonomia, lasciate che lo faccia, «permettendo ai bambini di capire cosa è approriato, impareranno anche ad essere autonomi e di avere il controllo del proprio corpo».

INSEGNATE A SEGUIRE L'ISTINTO

«Spesso i più piccoli sentono di non avere il diritto di essere scortesi e di correre via, quando si trovano in una situazione di sconforto», racconta nella stessa intervista al NYTimes la dottoressa Wendy Mogel. Insegnate ai vostri figli a dire «non puoi toccarmi così», o «voglio andare a casa». Attraverso il gioco di ruolo, fingetevi un vicino o uno sconosciuto e spiegate loro che durante un contatto indesiderato, o una conversazione sconveniente, sono liberi di scappare da un adulto di cui si fidano, impareranno che le loro sensazioni contano. Questo esercizio sarà anche utile a far capire loro che, oltre a non essere vittime, non devono neanche essere trasgressori: quando un amichetto si sentirà a disagio, sapranno capirlo.

ASSICURATE IL VOSTRO SUPPORTO

Spesso i molestatori dicono alle piccole vittime che verranno prese in giro, o che dovrebbero vergognarsi, e soprattutto nessuno gli crederà. Assicuratevi che non sia così spiegando ai bambini che possono raccontarvi qualsiasi cosa, senza la paura di essere giudicati o miscreduti. Riportare un abuso può essere particolarmente difficile, persino per gli adulti, quando a perpetrare la violenza è una figura autorevole, come un insegnante o l'allenatore di calcio.

SIATE CONSAPEVOLI DEL LORO AMBIENTE

La politica 'niente dispositivi elettronici in cameretta', specie la sera, è consigliata da molti pediatri per evitare contatti inappropriati su Internet. Ma anche le politiche scolastiche sono importanti: per esempio, chiedete quali sono le regole a scuola per l'uso del bagno, i bambini verranno lasciati spesso soli con un adulto? Un buon consiglio in questo caso può essere quello di avere sempre un amichetto vicino, spiegate ai bimbi che potranno sempre portare un compagno con sè, anche ai servizi.

COMPRENDERE I SEGNALI

L'ultimo passo è capire i cambiamenti nelle loro abitudini. Se notate segni di stress, prendeteli seriamente. «Se il bambino diventa più silenzioso, o inizia a passare molto tempo da solo, parlategli. Un buon modo è quello di fargli sapere che avete notato un cambiamento e chiedere se è tutto ok», spiega ancora la dottoressa Herbenick. Soprattutto, se i piccoli riportano una molestia, non respingeteli: uno dei fattori che influenzeranno maggiormente la riabilitazione dal trauma sarà la reazione che gli adulti hanno avuto di fronte alla deuncia.

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