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21 Marzo Mar 2019 1643 21 marzo 2019

Quelli che boicottano il Congresso delle Famiglie di Verona

Non si fermano le proteste contro l'evento. Dalle femministe trans che hanno pubblicato la lista di alberghi partner con l'invito a sabotarli, ai politici che si sono dichiarti contrari agli ideali sessisti.

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Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Dal 29 al 31 marzo è in programma, a Verona, il Congresso Mondiale delle Famiglie. Un evento che sta facendo molto discutere, per la sua natura sessista e conservatrice che rivendica l’esistenza di una sola famiglia, quella tradizionale. Con la benedizione del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e del governatore della regione Luca Zaia, si preannuncia come un appuntamento internazionale contro le donne, la comunità LGBT e le personalità considerate diverse. E i movimenti di protesta che attaccano la pagina Facebook Veronesi aperti al mondo, non si sono fatti attendere. Le femministe trans, nel loro canale digitale chiamato Assemblea 17 dicembre, hanno pubblicato la lista degli alberghi cittadini convenzionati, con l’intento di boicottarli. Ma il presidente di Federalberghi, Giulio Cervara, ha prontamente risposto. «No alle liste nere, ospitiamo chi lo chiede». Insomma il clima intorno a queste è giornate, per cui è previsto un rigido controllo in tutela dell’ordine pubblico, è già piuttosto teso.

ANCHE L’UNIVERSITÀ SI SCHIERA CONTRO

L’università di Verona ha «declinato la richiesta di utilizzo di spazi universitari per ospitare l’evento», come ha spiegato il rettore Nicola Sartor in una nota ufficiale, poiché si tratta di «un luogo di studio aperto al confronto scientifico fondato sulla libertà della ricerca e dell'insegnamento», ha precisato. È quindi uscito allo scoperto il rifiuto dell’Ateneo, a fronte del quale gli organizzatori hanno virato sul Comune, per chiedere ospitalità (approvata), al palazzo della Gran Guardia. E nel chiostro universitario è comparso uno striscione dallo sfondo arcobaleno che ribadisce come, un luogo di istruzione «promuove il pluralismo delle idee e respinge violenza, discriminazione e intolleranza».

I POLITICI HANNO DETTO LA LORO

È guerra di posizioni anche tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il primo, infatti, ha voluto precisare il suo disappunto verso un evento di natura «medievale», come lui stesso lo ha definito, da cui il M5s ha voluto prendere le distanze. E qualche opposizione è arrivata anche dal fronte leghista. Mauro Bonato, esponente del partito e consigliere comunale della città di Verona, si è dimesso dal ruolo di capogruppo del Carroccio, poiché contrario agli ideali «agghiaccianti» promossi dai relatori, tra chi sostiene che ci sia un nesso tra omosessualità e satanismo e chi paragona i gay ad una malattia contagiosa. Il Pd ha invece lanciato una campagna per risollevare la reputazione della città, che non è ne omofoba né sessista. E il consigliere comunale Federico Benini ha annunciato che indosserà, ogni giorno, una maglietta con due uomini che si tengono per mano.

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