10 Ottobre Ott 2019 1319 10 ottobre 2019

L'ingresso delle donne iraniane allo stadio è una trovata pubblicitaria?

Per Amnesty International è un tentativo di ripulire l'immagine delle autorità dopo l'indignazione per la morte di Sahar Khodayari, che si diede fuoco per protesta. Solo 3.500 posti su 78mila sono riservati.

  • ...
Donne Allo Stadio Iran Cambogia

Ne parliamo da mesi, e finalmente il grande giorno è arrivato. Giovedì 10 ottobre le donne iraniane potranno entrare in uno stadio di calcio per la prima volta in 40 anni, dopo che la Fifa ha minacciato di sospendere la repubblica islamica per la sua controversa politica per soli uomini. La partita, nazionale, è contro la Cambogia, valida per la zona asiatica delle qualificazioni mondiali. Ma, al di là della notizia di apertura alle spettatrici femminili, senz'altro positiva, non è tutto rosa e fiori, anzi. Amnesty International ha infatti denunciato che si tratterebbe di «una cinica mossa pubblicitaria», spiegando di aver «sollecitato le autorità iraniane a eliminare tutte le restrizioni nei confronti delle donne che desidereranno seguire la partita di calcio contro la Cambogia. La partita costituirà la prima occasione in cui le donne potranno accedere allo stadio Azadi di Teheran dopo la scioccante morte di Sahar Khodayari, che si diede fuoco il mese scorso dopo essere stata convocata per essere interrogata sul suo tentativo di entrare nell'impianto sportivo. Ma il totale dei posti a disposizione delle donne per la partita del 10 ottobre è assai limitato: 3.500, in soli quattro settori di uno stadio che ha una capienza totale di 78 mila spettatori».

«RIPULIRE L'IMMAGINE DELLE AUTORITÀ DOPO L'INDIGNAZIONE MONDIALE»

Se ne deduce, denuncia Amnesty, che «la decisione delle autorità iraniane di consentire a un piccolo numero di donne di assistere alla partita è una cinica mossa pubblicitaria con cui esse intendono ripulire la loro immagine dopo l'indignazione globale generata dalla tragica morte di Sahar Khodayari», come sostiene Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International. «Solo la totale rimozione del divieto d'ingresso delle donne in tutti gli stadi di calcio», continua, «non suonerà come un insulto alla memoria di Sahar Khodayari e un affronto ai diritti di tutte le donne che in Iran si stanno battendo perché quel divieto sia annullato. La comunità internazionale, compresa la Fifa in quanto organo di governo del mondo calcistico, deve assicurare che le donne possano assistere a tutte le partite senza subire discriminazione. La Fifa ha la responsabilità del rispetto dei diritti umani». Dall'inizio del 2018 a oggi 40 donne sono state arrestate per aver cercato di entrare negli stadi di calcio, e alcune di loro sono state processate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso