Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

9 Ottobre Ott 2019 1214 09 ottobre 2019

Denuncia di violenza sessuale tardiva: imputato prosciolto a Bari

La gup ha prosciolto il 52enne Maurizio Zecca dal reato nei confronti di una dottoressa «per difetto di tempestiva querela». Questo perché nel 2017 il Codice rosso non era ancora entrato in vigore.

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Violenza Sessuale Denuncia Tardiva Bari

Il limite di sei mesi per denunciare uno stupro - valido fino a prima dell'entrata in vigore del Codice rosso - ha fatto del male a molte vittime. E questo è uno dei casi. La gup del tribunale di Bari Antonella Cafagna ha prosciolto il 52enne di Acquaviva delle Fonti Maurizio Zecca dal reato di violenza sessuale nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia di Bari «per difetto di tempestiva querela». La presunta vittima, infatti, aveva denunciato l'uomo oltre il termine di sei mesi previsto per legge all'epoca, nel 2017, ora prolungato a un anno con la nuova norma del 'Codice rosso', entrata in vigore ad agosto 2019. Già in sede cautelare il Tribunale del Riesame di Bari aveva dichiarato il reato improcedibile per querela tardiva della persona offesa e aveva scarcerato Zecca concedendogli gli arresti domiciliari per il solo reato di stalking. La Procura di Bari aveva poi impugnato il provvedimento, tornando a chiedere il carcere, ritenendo che il reato di violenza sessuale fosse procedibile d'ufficio perché ricompreso nelle contestate condotte di stalking e quindi aggravato.

VITTIMA PERSEGUITATA PER UN ANNO

La Cassazione aveva accolto il ricorso della Procura annullando con rinvio la decisione sulla scarcerazione ma il Riesame aveva poi nuovamente confermato l'obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento per il solo reato di stalking, annullando il provvedimento per la presunta violenza sessuale. Per lo stalking Zecca, difeso dall'avvocato Filippo Castellaneta, è stato condannato nei mesi scorsi alla pena di sei mesi di reclusione e il processo pende attualmente in appello. L'uomo è accusato di aver perseguitato per più di un anno con telefonate anche notturne e minacce di morte la dottoressa che, a causa di quegli episodi, fu anche costretta a cambiare tre diverse sedi di lavoro in pochi mesi. La Procura aveva invece stralciato la posizione dell'imputato per la violenza sessuale e ne aveva chiesto il rinvio a giudizio in un separato procedimento. Al termine dell'udienza preliminare il gup ha dichiarato ora il «non doversi procedere».

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