9 Ottobre Ott 2019 1300 09 ottobre 2019

Mattel ha lanciato la nuova Barbie giudice

Per protestare contro la scarsa rappresentazione femminile in tribunale (in Usa solo il 33% sono donne), l'azienda ha trasformato la celebre bambola in un magistrato. Con toga e martelletto.

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barbie giudice

Dopo aver vestito i panni dell’aviatrice e dell’astronauta, Barbie indossa la toga e diventa giudice. Quella del magistrato è soltanto l’ultima delle 200 carriere che, dal 1959, la Mattel ha scelto di far intraprendere alla bambola più famosa al mondo. L’ennesimo tassello della battaglia per la parità di genere e per l’inclusione che l’azienda americana, ormai da anni, sta portando avanti nel mondo dei giocattoli.

LA BAMBOLA DEDICATA ALLE BAMBINE CHE SOGNANO DI CAMBIARE IL MONDO

Disponibile in quattro diverse pigmentazioni della pelle e altrettante pettinature e facilmente acquistabile su Amazon o nei grandi retail americani come Walmart e Target, in Barbie giudice tutto è stato studiato nei minimi dettagli per ottenere una rappresentazione il più realistica possibile. Soprattutto martelletto e toga, nera e con colletto ricamato, realizzata ispirandosi a quella del giudice della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg, paladina dei liberal a stelle e strisce. L’idea di lanciare la linea è nata dal desiderio di incoraggiare le bambine a seguire il sogno di diventare magistrato con la speranza che, un giorno, possano essere responsabili e competenti a sufficienza da prendere decisioni in grado di cambiare il mondo. Ma non solo: Barbie giudice si propone come l’ennesimo segnale dell’urgenza di annullare le disparità di genere, puntando a esaltare il talento piuttosto che il sesso. Soprattutto nelle professioni legali, dove le quote rosa rimangono ancora troppo poche: in America, ad esempio, le donne che lavorano nella giustizia raggiungono a fatica il 33% del totale. È stato proprio questo dato a spingere la Mattel a creare la bambola e, soprattutto, a farla diventare prodotto di punta della collezione dedicata alle professioni: «In 60 anni, Barbie ha intrapreso tantissimi percorsi professionali», ha spiegato Lisa McKnight, general manager del marchio, «Non c’è davvero soffitto di cristallo che non abbia contribuito a rompere. E con Barbie giudice vogliamo aiutare le bambine a immaginare di poter fare tutto quel che desiderano, anche esprimere pareri su casi legali e proteggere i diritti dei più deboli».

UNA PARTNERSHIP IN NOME DEL GIRL POWER

Ma le novità legate alla bambola magistrato non sono finite qui. Nel contesto del Dream Gap Project, iniziativa che promuove l’educazione alla parità di genere e di cui Mattel si è fatta portavoce attraverso i suoi prodotti, Barbie ha stretto una partnership con GoFundMe per raccogliere denaro da devolvere a tre associazioni no profit che, da anni, si impegnano a supportare l’empowerment femminile: She’s The First, She Should Run e Step up.

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