9 Ottobre Ott 2019 1740 09 ottobre 2019

La body positivity secondo la modella curvy di Victoria's Secret

Ali Tate Cutler è la prima indossatrice plus size del marchio di lingerie. Che, dopo le polemiche in cui è stato coinvolto, fa un altro passo verso l'inclusività.

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Dopo le polemiche rispetto alla scarsa diversità in passerella e la scelta di far sfilare la prima modella transgender, Victoria’s Secret ha aggiunto un nuovo traguardo alla sua lista di prime volte, aprendo le porte al mondo delle modelle curvy. Con la sua taglia 46 e forme ben lontane da quelle di volti storici come Adriana Lima e Karlie Kloss, Ali Tate Cutler è la prima indossatrice plus size a prestare il volto a una campagna di intimo del brand. Che, in collaborazione con il marchio di lingerie inglese Bluebella, ha lanciato una capsule collection che sembra finalmente abbracciare anche le esigenze delle 'donne normali'.

IN PRIMA LINEA CONTRO IL BODY SHAMING

Diplomata al King’s College di Londra, modella di professione, istruttrice di yoga e influencer da più di 100 mila follower, Ali Tate Cutler ha calcato la sua prima passerella grazie allo stilista Christian Siriano. Un trampolino di lancio perfetto che le ha permesso di sfilare anche per Tadashi Shoji, Mango e Ralph Lauren. Da quello che si può intuire dal suo profilo Instagram, è abituata a shooting e sfilate in intimo o costume. Un look che, spesso, sceglie di esibire anche per lanciare messaggi contro il body shaming e per la body positivity, due cause che ha abbracciato con consapevolezza sin dai suoi esordi, forte della sua esperienza personale e quella di altre donne che, come lei, hanno dovuto lottare per imparare ad amare le proprie curve al di là degli standard di bellezza proposti dalla società. «La 46, in America, è la taglia più diffusa tra le donne», ha spiegato in un’intervista a E!News. «Credo ci sia un urgente bisogno, per loro, di rappresentazione nel mondo della moda e dei media. Ecco perché sono contenta che Victoria’s Secret abbia messo una ragazza come me sui cartelloni pubblicitari. Stiamo andando nella giusta direzione, stanno iniziando a prestare attenzione a quella parte di pubblico che, per anni, ha reclamato maggiore inclusività». Un messaggio che, attraverso il web, è riuscita a declinare in tanti modi diversi. Ecco cinque importanti 'lezioni' di Ali sul tema.

IMPARARE AD AMARE IL PROPRIO CORPO È IMPORTANTE

L’importanza di accettarsi, difetti compresi, e di guardarsi con occhi diversi e meno durezza, è uno dei messaggi di body positivity che più hanno trovato spazio (e riscosso attenzione) sull’account Instagram di Ali. Per la modella, infatti, «sentirsi a proprio agio con il proprio corpo significa avere un pensiero in meno di cui preoccuparsi in un mondo che ci condanna a una preoccupazione costante». Come fare? Prima di tutto, imparare a essere più morbide con se stesse quando si sgarra dal regime alimentare quotidiano, ci si guarda davanti allo specchio o in una fotografia. Perché l’unica soluzione è «alleggerire i giudizi e partire sempre da presupposti d’amore e comprensione, soprattutto con noi stesse».

LA VERA BELLEZZA NON È UNA QUESTIONE DI TAGLIA

Sfoggiare con orgoglio la taglia 46 non è sempre stato naturale per l’indossatrice. Che ha deciso di parlare apertamente di come, soprattutto negli anni dell’adolescenza, sia stato parecchio difficile rifuggire dal desiderio di nascondersi dagli altri e da se stessa: «Da ragazza, non sono mai riuscita a scendere a patti col mio corpo. Farlo avrebbe significato guardarmi e realizzare che ero grassa. Ho sempre pensato che, non pensandoci, nessuno lo avrebbe notato». I primi passi nella moda e l’essere riconosciuta come indossatrice curvy non è stata una discriminazione ma un aiuto a sviluppare una diversa consapevolezza di sé: «Quando ho iniziato la mia carriera da plus size avevo sensazioni contrastanti perché tutti avrebbero scoperto quello che avevo tentato di nascondere. Poi, lavorando, mi sono accorta che c’erano colleghe bellissime. Da lì il mio cervello ha iniziato a ragionare in maniera diversa e ho capito che anche io ero affascinante come loro. Indipendentemente dalle mie misure».

MAI FARSI CONDIZIONARE DAL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

Quella del non dare troppa importanza a cosa gli altri pensino di lei è una lezione che il nuovo volto di Victoria’s Secret ha imparato sulla sua pelle. Ma che, alla fine dei conti, ha trovato necessaria per crescere e ripartire, nonostante le difficoltà. Perché crogiolarsi dietro al tentativo di piacere a tutti non è salutare né, soprattutto, necessario: «Non sento la responsabilità di piacere a tutti per tutelare la mia reputazione. Per alcuni sarò la cattiva della situazione indipendentemente da quello che proverò a fare. E se qualcuno pensa male di me, non è colpa mia. Bisogna accettare di non essere compresi. Quello che la gente crede è legato a una personale convinzione legata a un condizionamento esterno».

UNA TAGLIA 40 NON ASSICURA UNA VITA PERFETTA

Vivere Instagram e i social in maniera positiva è possibile anche grazie a chi si mostra felice e orgogliosa del proprio corpo. Proprio come Ali, che non ha mai fatto mistero del desiderio di diventare modello d’ispirazione per tutte le donne che accettano a fatica le proprie taglie forti. Perché «l’idea che essere magre assicuri una vita bellissima non ha senso ed è assolutamente inutile».

IL VIAGGIO VERSO L'AUTOACCETTAZIONE È FATICOSO, MA NECESSARIO

Imparare a volersi bene non è un percorso facile. Anzi, assomiglia molto più a una strada in salita o a una gita tra le rapidi. In un’intervista con E!News, Ali ha parlato del suo percorso verso l’accettazione e dei pro e i contro che quel viaggio con se stessa le ha permesso di scoprire: «Amarsi non presuppone un tragitto lineare. Non inizi da A per finire a B, è un’abitudine costante. Ci sono giorni in cui ti accetti e pensi che le insicurezze e le paranoie che ti sei fatta sul tuo corpo sono ormai roba del passato e giorni in cui quei pensieri ritornano e rendono tutto più difficile. Quel che bisogna fare è farsi coraggio, affrontare il trauma e superarlo, trasformandolo in amore per se stesse. Difficile a farsi e a dirsi, non è una cosa che succede in automatico, a volte non succede mai ma so che ne abbiamo bisogno come individui per amare il mondo. Tutto inizia da noi».

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