Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

8 Ottobre Ott 2019 1307 08 ottobre 2019

Sesso in cambio di bei voti: l'inchiesta della BBC nelle università africane

Con reporter sotto copertura che si sono finte studentesse in due università in Nigeria a Ghana, ha rivelato come queste ultime siano ricattate e molestate sessualmente in cambio di voti migliori e programmi di tutoraggio.

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Lo scandalo delle molestie sessuali nelle università non si ferma e travolge anche gli atenei africani. Come documentato dalla testata Premium Times, un gruppo di giornaliste sotto copertura ha realizzato un documentario per Africa Eye, programma della BBC, dimostrando come fosse ormai prassi per alcuni docenti ricattare e molestare le studentesse in cambio di bei voti e dell’accesso a programmi di tutoraggio universitario.

L’INCHIESTA GUIDATA DA UNA REPORTER

Le ricerche del team, durate un anno e guidate dalla reporter Kiki Mordi, si sono concentrate principalmente sulle università di Lagos, in Nigeria, e di Accra, in Ghana. Dove, attraverso microfoni e telecamere nascoste, le giornaliste hanno potuto registrare le parole e i gesti di quattro docenti, intenti a manipolarle e a ricattarle per convincerle a concedersi a loro. Dimostrando chiaramente che le voci relative al fenomeno non fossero leggenda metropolitana e i traumi riportati dalle vittime avessero una ragione ben precisa e tristemente radicata negli ambienti accademici. Come nel caso di una delle vittime dei molestatori incastrati, che raccontato di essere stata abusata per anni e, addirittura, «scambiata da un professore all'altro».

LA STORIA DEL PROFESSOR IGBENEGBU

Il caso più sconvolgente tra quelli documentati è stato, senza dubbio, quello del professor Boniface Igbenegbu, insegnante alla Facoltà d’Arte dell’università di Lagos. L’uomo ha tentato di abusare di una reporter che, fingendosi 17enne, chiedeva consigli e aiuto per l’ammissione. Già noto nel campus per la sua reputazione da predatore sessuale, nel corso dei due meeting con la ragazza, si è proposto a lei come mentore accademico e spirituale (essendo anche un ben noto pastore della Foursquare Gospel Church, chiesa con oltre 8 milioni di membri in tutto il mondo), per poi tentare di convincerla a rivelargli dettagli della sua vita sessuale, facendole pesanti apprezzamenti e promettendole che non avrebbe detto nulla ai genitori. Ma non è tutto: ignaro delle telecamere, Igbenegbu ha rivelato anche come alcuni docenti e tutor avessero l’abitudine di portare le studentesse in una sorta di santuario all’interno del campus, noto come la 'Cold Room' , un posto riparato da occhi indiscreti e, a suo dire, «con un’atmosfera perfetta per intrattenersi con le ragazze in un certo modo». Un’atmosfera che ha cercato di riprodurre anche con la giornalista infiltrata, abbassando le luci e invitandola ad avvicinarsi a lui per baciarlo.

IL CASO DI RANSFORD GYAMPO

All’università del Ghana, invece, il celebre insegnante e opinionista politico Ransford Gyampo ha promesso a una delle reporter del team di aiutarla con l’ammissione al dottorato di ricerca. Non l’aveva mai vista prima eppure, al primo approccio, aveva iniziato ad apostrofarla con il soprannome «mogliettina». E, nel corso di una gita al centro commerciale, l’aveva ricoperta di regali e le aveva chiesto se fosse mai stata «baciata con violenza» prima di quel giorno. Davanti alle richieste di chiarimento della BBC, Gyampo ha negato tutto, affermando di essere stato manipolato e sostenendo che era sua abitudine chiamare «mogliettina» qualsiasi membro femminile del suo staff.

LE STORIE DEGLI ALTRI MOLESTATORI

Igbenegbu non è stato l’unico molestatore rintracciato nel corpo docente del campus di Lagos. Samuel Oladipo, professore del dipartimento di Economia, ha dimostrato chiaramente come le università diventino, spesso, per le studentesse un posto invivibile. Pur non essendo stato coinvolto direttamente nell’inchiesta di Africa Eye, ha tentato di avvicinarsi a Kiki Mordi, facendole avances sessuali e promettendole di aiutarla con gli studi. Atteggiamento simile a quello di Paul Butakor, tutor dell’università del Ghana, che ha ripetutamente tentato di convincere una delle infiltrate a diventare una delle sue amanti, mostrandole la fede e rassicurandola del fatto che «la moglie non lo avrebbe mai scoperto perché fuori città da tempo».

IL DOCUMENTARIO VUOLE ESSERE «UNA VOCE PER LE RAGAZZE SENZA VOCE»

Intervista da Premium Times, la giornalista Kiki Mordi, a sua volta vittima di molestie sessuali negli anni dell’università, ha spiegato come, sin dall’inizio dei lavori, l’obiettivo del documentario fosse quello di proporsi «come una voce per le ragazze senza voce» e l’inizio di un cambiamento per quelle come lei che «non hanno avuto nessuno che potesse difenderle». Visibile oggi sul sito della BBC, l’inchiesta non è stata certo un prodotto facile da confenzionare per lei. Tanto per i risvolti psicologici quanto per le implicazioni legali: «Ho dovuto subire affronti personali ma è stato necessario. Ne sono uscita rinnovata. È stato molto difficile, ma mi ha permesso di fare i conti con i miei fantasmi. Dovevo solo ricordare a me stessa di essere una donna e di essere passata già in quel tipo di realtà».

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