Femminicidio

Femminicidio

7 Ottobre Ott 2019 1152 07 ottobre 2019

Il femminicidio di Zinaide Solonari, uccisa dal marito a Bergamo

La donna, 36 anni, madre di tre figlie, si era trasferita da pochi giorni a casa della sorella dopo contrasti con Maurizio Quattrocchi, che nella notte tra sabato e domenica l'ha accoltellata a morte. È stato arrestato.

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Femminicidio Bergamo Zinaide Solonari

Un altro caso di femminicidio: un'altra donna morta ammazzata per mano di un uomo possessivo. È successo a Cologno al Serio, nel Bergamasco, dove Maurizio Quattrocchi, 47 anni, ha ucciso a coltellate la moglie Zinaide Solonari, 36enne di origini moldave. Il delitto è avvenuto fuori dalla casa della sorella di lei, attorno alle 4 di notte, dove la donna si era trasferita da qualche giorno, a causa di contrasti con il marito. I due hanno tre figlie, che dormivano nella villetta dove abitano la sorella della vittima, il marito e i loro bambini. Intorno alle 4 di domenica la donna è rientrata a casa dal lavoro, ha parcheggiato la sua auto, una jeep, di fronte a casa e ha aperto il cancello pedonale quando è stata aggredita dal marito, che le ha sferrato almeno due coltellate prima di fuggire sulla sua auto, una vecchia Peugeot. Non è morta sul colpo, ma dopo l'arrivo dei sanitari, allertati dai vicini di casa, che si sono riversati in strada.

BRACCATO DAI CARABIERI DOPO LA FUGA

Braccato dai carabinieri che avevano accerchiato la zona del bergamasco dove si era rifugiato con la sua Peugeot 207, nella serata di domenica Quattrocchi si è costituito agli uomini dell'Arma che lo hanno arrestato con l'accusa di omicidio aggravato. Con le tre figlie (una di 16 anni che lei aveva avuto da una precedente relazione, e altre due bambine di otto e 12 anni) vivevano da tempo al quarto piano di una palazzina di Cologno al Serio. Cameriera, con qualche lavoro da modella lei, muratore (ma anche imbianchino e aiuto in pizzeria dei parenti) lui, anche se era stato da poco licenziato dall'impresa edile per dissidi con il titolare. La settimana scorsa Zinaide aveva raccontato ai carabinieri che lui negli ultimi tempi aveva «crisi di gelosia» ma non aveva sporto denuncia: le avevano consigliato di allontanarsi e andare a vivere da qualche altra parte. E lo aveva fatto con le ragazze tre giorni prima dell'omicidio.

IL TRASFERIMENTO POCHI GIORNI PRIMA DI ESSERE UCCISA

Si era trasferita non molto lontano a casa della sorella, in una palazzina dove vivevano anche il cognato e il fratello del cognato. Pensavano che sarebbe stato un posto sicuro ma si sono sbagliati. Maurizio, 47 anni, «litigioso» e «prepotente» come l'hanno decritto diversi testimoni ai carabinieri, l'ha aspettata al buio di notte fino a quando, dopo le due, Zina è tornata dal lavoro. Ha parcheggiato la sua Jeep Cherokee alla sinistra del cancelletto ed è riuscita a fare solo tre metri prima che lui l'aggredisse con un coltello da cucina e la ferisse al collo con almeno due fendenti. Colpi violenti che però non le hanno fatto subito perdere conoscenza: la donna è riuscita infatti a gridare «aiuto», e lanciare urla che hanno fatto uscire vicini e parenti mentre Maurizio già si allontanava.

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