Sessismo

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7 Ottobre Ott 2019 1556 07 ottobre 2019

La rivincita della consigliera Jasmin Ladurner dopo gli insulti sessisti

Il 50enne che, sui social, l'aveva gravemente offesa, dovrà scontare un mese di lavori socialmente utili in un maso di montagna in Alto Adige. 

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Non accade di frequente ma, a volte, capita che i leoni da tastiera non la passino liscia e le vittime dei loro insulti riescano a gioire per piccole, importanti rivincite. È quello che è accaduto a Bolzano, alla consigliera provinciale della Südtiroler Volkspartei, Jasmin Ladurner, che ha visto 'condannare' l’autore di un commento sessista a lei rivolto (e che, prontamente, aveva pensato di segnalare alle autorità) a un mese di lavoro socialmente utile in un maso di montagna in Alto Adige.

LA VICENDA

Ma facciamo un passo indietro. Tutto è nato da un’intervista che la giovane consigliera aveva rilasciato al quotidiano Dolomiten e che l’hater (un uomo di 50 anni che lavora nel pubblico impiego) aveva pensato bene di commentare, in forma anonima, con una sfilza di insulti che ben poco avevano a che fare con l’argomento: «Un intervento volgare, scomposto e di natura sessista», ha dichiarato Ladurner in un’intervista al Corriere, «che ha preso di mira il mio genere e il mio corpo». Una prepotenza davanti a cui la 25enne ha deciso di non tacere, rivolgendosi immediatamente ai carabinieri e denunciando l’episodio. Anche con la speranza di lanciare un messaggio positivo alle donne affinché non si vedano sempre costrette ad accettare tutto in religioso silenzio: «Le critiche vanno bene, ma vanno espresse con un minimo di rispetto». Una volta rintracciato, l'uomo ha chiesto di potersi confrontare faccia a faccia con la consigliera: durante l’incontro in caserma si è scusato e ha accettato di concordare una pena da scontare. Nel frattempo, Ladurner ha scelto di ritirare la denuncia per evitare dispendiose battaglie legali: «Non volevo danneggiare economicamente quella persona», ha raccontato, «ma allo stesso tempo volevo che facesse qualcosa di concreto per farsi perdonare».

Inhalt der heutigen IV Gesetzgebungskommission: 👉🏻Volksbegehren #Impffreiheit (Pöder u.a.): abgelehnt. Weil verfassungswidrig. Die primäre Kompetenz für KIGA liegen beim Land, Gesundheit jedoch nicht. Dementsprechend muss sich das Land Südtirol an die staatlichen Bestimmungen halten. Die Landesregierung verlängert die Frist zur Vorlage eines Impftermins bzw. eines Nachweises einer bereits erfolgten Impfung auf 9. August. Wird bis dahin den staatlichen Anforderungen nicht Folge geleistet, müssen die entsprechenden Maßnahmen umgesetzt werden (Ausschlüsse u.a.). Fälle von Kindern, welche aus div. Gründen nicht geimpft werden können, werden jederzeit kritisch betrachtet. 👉🏻#Flughafen (Grüne): abgelehnt. Weil rechtlich nicht haltbar. Die Fragestellung des Referendums 2016 war klar. Dementsprechend hat das Land eine Ausschreibung gemacht und den Flughafen an Private veräußert. Der Ausschreibung lag ein Masterplan zugrunde, welcher Gegenstand der Ausschreibung war und insofern rechtlich bindend ist. Änderungen im Masterplan sind im Nachhinein rechtlich nicht möglich. Innert 60 Tage muss LH Kompatscher den Vertrag unterzeichnen. Dem Volksentscheid wurde und wird zu 100% Rechnung getragen – mit allen Konsequenzen. 👉🏻#LeistbaresWohnen (Freiheitliche): abgelehnt. Weil derzeit am Wohnbauförderungsgesetz gearbeitet wird, welches im voraussichtlich im Herbst 2019 verabschiedet wird. Daher ist es wenig sinnvoll Anpassungen an derzeit bestehenden Artikeln vorzunehmen. 👉🏻#Omnibus (LH): genehmigt. Kurz zusammengefasst wurden einige Anpassungen in den Bereichen Hygiene & Gesundheit, Soziales und Arbeit vorgenommen, welche bestehende Bestimmungen für die Bevölkerung verbessern und bürokratisch vereinfachen sollen. 👉🏻Anhörung zum int. Tag gegen Gewalt an Frauen: wird am 22.11.2019 in der IV. GK abgehalten.

«IL SESSISMO SI MANIFESTA COME UN VIRUS SUI SOCIAL. OCCORRE DENUNCIARE»

La scelta di non lasciare impunito chi l’aveva insultata pesantemente ha ricevuto un’approvazione trasversale. E ha sottolineato l’importanza della sensibilizzazione e di un’educazione scolastica all’uso di Internet: «Il web offre tante opportunità ma nasconde parecchi pericoli. Bisognerebbe imparare a scuola come utilizzare questi strumenti. E, forse, sarebbe importante anche che fosse impedito l’anonimato, così da frenare certi comportamenti». Quello che è iniziato come un episodio personale, si è presto trasformato in una battaglia pubblica contro la carica sessista, come la consigliera ha tenuto a ribadire al Corriere: «Il sessismo si manifesta come un virus sui social. Forse quell’uomo ha problemi col sesso femminile, chissà; so che usava spesso Facebook e altre piattaforme per esprimere i suoi giudizi, definiamoli così, poco ortodossi. A ogni modo credo sia giunta l’ora di reagire. Non si possono accettare certi commenti. Occorre denunciare. Questo vale anche per i maschi, sia chiaro».

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