6 Ottobre Ott 2019 0900 06 ottobre 2019

La storia di Kim Phuc, la 'Napalm Girl' della guerra del Vietnam

Aveva solo nove anni quando, in fuga dal suo villaggio e gravemente ustionata, fu fotografata da Nick Ut. Il 6 ottobre è ospite a Che Tempo Che fa.  

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La guerra del Vietnam, anche se nessuno di noi l’ha combattuta, la conosciamo un po’ tutti. È successo grazie a una miriade di film, che l’hanno raccontata a dire il vero quasi sempre da una sola prospettiva. Ma c’è un’immagine di questo conflitto, che meglio di altri lo fotografa: il celeberrimo scatto dell'8 giugno 1972 con cui Nick Ut mostrò al mondo intero una bambina di nove anni nuda e gravemente ustionata, in fuga dal villaggio di Trang Bang, che era stato attaccato da un bombardamento al napalm. La bambina di quella foto, entrata nell’immaginario collettivo, si chiamava Kim Phúc. Oggi è una donna di 56 anni: domenica 6 ottobre è per la prima volta ospite di un programma sulla tv italiana, a Che Tempo Che fa. Dove ha davvero tanto da raccontare.

DAL VIETNAM A CUBA E POI IN CANADA

«Brucia! Brucia!». Questo stava urlando Kim Phúc, nata il 2 aprile 1963, al momento dello scatto. Gravemente ustionata dal napalm, fu portata all’ospedale di Saigon dove fu curata per 14 mesi e dimessa dopo 17 interventi, anche se per recuperare la piena mobilità dovette attendere ben dieci anni (e il 2015 per cauterizzare le sue cicatrici a Miami con sedute di laser frazionato ablativo). Nel 1986, a 23 anni e iscritta a Medicina, le fu concesso di trasferirsi a Cuba, dove poteva continuare gli studi in un altro Paese comunista. Qui conobbe il connazionale Bui Huy Toan, che sposò nel 1992 (e da cui ha avuto due figli). Durante il viaggio di nozze, l’aereo diretto a Mosca si fermò per un rifornimento a Gander è cittadina situata sull'isola di Terranova: la coppia ne approfittò per chiedere asilo politico al Canada, che glielo concesse immediatamente. Diventata nel 1997 cittadina canadese, Kim Phúc vive assieme al marito ad Ajax, nell’Ontario, non lontano da Toronto.

Nell’anno in cui diventò cittadina del Canada, Kim Phúc fondò anche una fondazione che, con il suo nome, da allora dà assistenza medica e psicologica ai bambini vittime di guerra. Già da tre anni, ovvero dal 1994, era invece ambasciatrice dell’Unesco. Solo il primo di tanti riconoscimenti: per il suo impegno è stata infatti insignita di ben sei lauree honoris causa e ha ricevuto altre onorificenze in tutto il mondo. La sua è una storia piena di dolore, certo, ma anche di tanta speranza e coraggio. Già raccontata nel 1999 nella biografia The Girl in the Picture: The Kim Phúc Story, the Photograph and the Vietnam War, scritta da Denise Chong, viene ripercorsa anche ne Il fuoco addosso (Edizioni Scripsi), volume pubblicato in Italia il 10 settembre.

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