5 Ottobre Ott 2019 0845 05 ottobre 2019

La storia della marcia delle donne su Versailles

Era il 5 ottobre 1789 quando le parigine invadevano la reggia per protestare contro la scarsità di cibo e l'aumento dei prezzi. Diventando protagoniste di un evento senza precedenti.

  • ...
marcia donne versailles

Quella delle donne che scendono in piazza a protestare per rivendicare i propri diritti non è certo una novità. E la Storia lo dimostra chiaramente. Le Women’s March, infatti, non sono altro che l’upgrade di anni di lotte e manifestazioni di cui, spesso, le quote rosa si sono trovate a essere protagoniste incontrastate. Al di là dei divieti imposti dall’alto e delle occhiatacce di chi pensava che le istanze per cui si battevano non fossero così importanti da spingersi, addirittura, a sfidare l’etichetta. Proprio come è successo il 5 ottobre 1789 quando, nel pieno della Rivoluzione francese, le parigine sono state il motore di un evento storico senza precedenti.

LA MARCIA SU VERSAILLES

In una Francia in cui le donne iniziavano a sentire l’urgenza di reclamare una maggiore libertà e una migliore rappresentazione negli Stati Generali, quella su Versailles fu, a tutti gli effetti, la prima vera mobilitazione femminile nella cornice della Rivoluzione. Nelle prime ore di un freddo e piovoso mattino di ottobre, un assembramento di manifestanti era partito dall’Hotel De Ville per protestare per la scarsità di pane e contro l’incontrollato aumento dei prezzi. Non si trattava di personalità in vista o di estrazione sociale particolarmente alta: erano più che altro negozianti e popolane provenienti dai sobborghi della città e desiderose di arrivare al Re per trovare una soluzione a quella carestia che stava distruggendo i loro affari e le loro vite. Tutto lasciava pensare ai presupposti di una vera e propria rivolta. E così fu: le manifestanti, pur non avendo alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere dalla violenza, invasero il municipio chiedendo con insistenza l’intervento del generale Lafayette e, da lì, arrivarono compatte e spregiudicate alla reggia di Versailles, fomentate anche dagli uomini che, nel frattempo, ne avevano sposato la causa. La pioggia, il rischio di rimanere ferite o di morire negli scontri armati erano nulla davanti alla voglia di far sentire la propria voce e di affrontare con coraggio le conseguenze di una manifestazione che, finalmente, le aveva fatte diventare protagoniste della vita della città. E che le aveva portate ad invadere Versailles e ad avere un’autorità tale da allontanare re Luigi XVI e la regina Maria Antonietta dal palazzo nonostante i numerosi tentativi di compromesso con le loro delegate.

IL RACCONTO DI MADAME CHÉRET

Madame Chéret, una delle sei delegate ricevute dal Re, ha raccontato in un resoconto la vicenda dal suo punto di vista. Dedicando ampio spazio agli obiettivi raggiunti grazie all’intraprendenza delle donne (dal permesso di esportare grano alla diminuzione dei prezzi della carne) e, soprattutto, al ritorno trionfale del gruppo a Parigi. Dove furono accolte come vincitrici: «Noi cittadine, coperte dalla gloria, per ordine di sua Maestà siamo state ricondotte in carrozza nel quartiere, dove siamo state ricevute come liberatrici della capitale».

QUEL CHE È RIMASTO DELLA PROTESTA

Il ruolo svolto dalle “donne di ottobre” in una delle giornate cruciali della Rivoluzione francese fu ampiamente riconosciuto e celebrato. Le eroine della rivolta furono premiate con medaglie e riconoscimenti da parte del sindaco di Parigi e iniziarono a prendere parte alle celebrazioni pubbliche. Ma non solo: la loro resistenza divenne un esempio per le generazioni successive, incoraggiandole a sfidare il potere e a contrastare le ingiustizie anche a costo della vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso