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3 Ottobre Ott 2019 1700 03 ottobre 2019

Per i talebani il burqua non è obbligatorio

L'ha detto in un'intervista Qadir Hekmat, uno dei capi più influenti dei combattenti afghani: «La sha’ria prevede che le donne portino l’hijab». 

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Burqa Non Obbligatorio

Svolta storica per le donne islamiche. Per lo meno secondo quanto ha detto Qadir Hekmat, uno dei massimi comandanti del vertice talebano, in un'intervista al quotidiano La Repubblica. L'uomo, capo politico-militare di sette province dell'Afghanistan del Nord, si è sbottonato sul ruolo delle donne nel Paese con alcune dichiarazioni che hanno un non so che di sorprendente. Incalzato dal giornalista che gli chiedeva sul rischio del ritorno della polizia del vizio e della virtù, che frustava le donne secondo il loro abbigliamento, Hekmat ha risposto inizialmente piccato: «Mi dica, in Italia una donna può girare nuda senza violare la legge? Non credo, sarebbe subito arrestata. Ecco, quelle sono le vostre regole. La nostra è la sha’ria, e prevede che le donne portino l’hijab (che copre solo i capelli, ndr)». Non si parla quindi di burqa (il velo integrale), fa notare l'intervistatore, al quale il comandante ribatte: «Il Corano dice solo che le donne non devono vestire in maniera immodesta». Insomma anche se l'ha detto girandoci intorno e col beneficio del dubbio che poi queste parole diventino una realtà effettiva nel Paese, l'ha detto: il burqa non è più obbligatorio per lo meno per i talebani.

IL RISPETTO PER LE DONNE PASSA ANCHE SULL'ISTRUZIONE SEPARATA TRA MASCHI E FEMMINE

E cosa succederà alle donne se i talebani riusciranno a conquistare tutto il Paese? Niente panico: per Hekmat le cittadine hanno un ruolo fondamentale nell’Islam. Anzi sono sempre rispettate, nonostante sulle testate internazionali si legga l'esatto contrario. «L’emirato aveva grandi progetti dedicati a loro, ma non ha fatto in tempo a svilupparli. Non è vero che siamo contrari all’istruzione femminile, basta che le scuole siano separate da quelle maschili. Nelle zone controllate da noi, le ragazze vanno a scuola regolarmente. E abbiamo anche medici donna, ce n’è sempre necessità. L’acido gettato in faccia alle studentesse? È il gesto individuale di un fanatico».

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