Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

2 Ottobre Ott 2019 1152 02 ottobre 2019

Abusi sessuali in un maneggio a Caserta: la testimonianza di una vittima

Una delle ragazze molestate parla in un'intervista alla Stampa: «Non ne potevo più delle attenzioni morbose di quell'uomo. Ma un giorno è esplosa la rabbia che covavo da anni e così ho scritto al Telefono Azzurro».

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Maneggio Caserta Molestie

Le dicevano che avrebbe dovuto affrontare la questione in privato. «Ma un giorno è esplosa la rabbia che covavo da anni e così ho scritto al Telefono Azzurro». Il 30 settembre la Polizia ha arrestato il titolare di un maneggio del Casertano che avrebbe compiuto abusi sessuali su sette ragazze minori, tutte allieve. L'imprenditore, che è accusato di violenza sessuale pluriaggravata e continuata, è ai domiciliari. Le indagini sono state delegate dalla Procura, in particolare da pubblici ministeri del pool «fasce deboli», alla Squadra Mobile di Caserta, che avrebbe iniziato a scoprire una situazione più preoccupante di quella, già grave, che sembrava emergere dal racconto della minore; gli investigatori guidati da Davide Corazzini, avrebbero accertato che anche altre sei ragazze sarebbero rimaste vittime, nel tempo, delle attenzioni del loro istruttore. Contemporaneamente è stata attivata da parte della Procura Federale un'inchiesta a livello sportivo, attivata dal Cavallo Rosa (associazione anti abusi nello sport) su segnalazione di alcune delle ragazze coinvolte, che potrebbe portare alla radiazione del colpevole.

PAURA PER LE BAMBINE PIÙ PICCOLE

«Non ne potevo più di quelle attenzioni morbose e dell'arroganza di quell'uomo. E poi temevo che le bambine di nove anni alle quali lui prestava le sue attenzioni facessero una brutta fine», ha raccontato la ragazza in un'intervista al La Stampa parlando delle molestie subite per quattro anni dal suo istruttore. E chi frequantava il maneggio? Perché nessuno è intervenuto? «Facevamo finta di non vedere: l'omertà è terribile». La giovane è riuscita a uscire dalla situazione grazie all'aiuto delle amiche del maneggio, con cui si confrontava spesso, e in un secondo momento dei genitori. La ragazza ha anche detto di provare profonda rabbia e schifo perché, nonostante l'arresto dell'uomo, il maneggio non ha chiuso. E non solo: «C'è ancora chi non crede a quello che è successo».

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