1 Ottobre Ott 2019 1237 01 ottobre 2019

Hajar Raissouni è stata condannata a un anno di carcere per un aborto

Nonostante si sia sempre dichiarata innocente, la giornalista marocchina è accusata di aver interrotto la gravidanza clandestinamente e aver fatto sesso fuori dal matrimonio.

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Hajar Raissouni Condanna Aborto

Il suo Paese si era mobilitato per esprimerle solidarietà, ma non è servito. Un anno senza condizionale è la condanna inflitta da un tribunale di Rabat alla giornalista marocchina Hajar Raissouni, 28 anni, accusata di aborto clandestino e atti contro la morale pubblica. Accuse formulate in base all'articolo 490 del codice penale marocchino, che punisce «i rapporti fuori dal matrimonio». Anche il medico che avrebbe praticato l'aborto alla donna (lei ha invece sempre negato di aver interrotto una gravidanza) è stato condannato a due anni: dovrà pagare una ammenda di 500 dirham (pari a circa 50 euro) e dopo aver scontato la pena sarà sollevato dall'incarico e interdetto dalla professione per due anni. L'infermiere invece dovrà scontare otto mesi. In Marocco l'aborto è consentito solo in casi particolari.

DODICI POLIZIOTTI FUORI DALL'AMBULATORIO

Hajar Raissouni si è sempre proclamata innocente assicurando ai giudici, nel corso delle prime udienze, di essere sposata con Refaat Alamin, professore universitario originario del Sudan, ma che i documenti del matrimonio non sono ancora registrati in Marocco per i ritardi dell'ambasciata sudanese nella formalizzazione dell'atto. Assicurazioni che non hanno convinto il tribunale, ligio nell'applicazione delle leggi di un Paese diviso tra tradizione islamica e movimenti riformisti. La vicenda è iniziata il 31 agosto quando la donna, redattrice di bianca del quotidiano in arabo Akhbar Al Yaoum, si è rivolta ai medici dell'ospedale di Rabat per un'emorragia: fuori dall'ambulatorio ha trovato 12 poliziotti all'uscita per arrestarla.

LA RIFORMA DEL CODICE PENALE BLOCCATA IN PARLAMENTO

Il 23 settembre, il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato in prima pagina il coraggioso j'accuse di 500 intellettuali marocchini: «Siamo tutti fuori legge», ai quali si sono unite quasi 10 mila firme di esponenti della cultura e della società civile che ora sono pronti a scendere in piazza contro la condanna di Hajar. Intanto la riforma del codice penale ispirato alla Shaaria, la legge islamica, è bloccata in parlamento dal 2016. Quel progetto, il numero 10/16, consultabile liberamente sul sito del Ministero di Giustizia, apre all'aborto, anche se solo in casi particolari.

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