1 Ottobre Ott 2019 1357 01 ottobre 2019

Una giornalista inglese ha detto di essere stata molestata da Boris Johnson

In un articolo pubblicato sul Sunday Times per i due anni del #MeToo, Charlotte Edwardes ha raccontato un episodio che risalirebbe al 1999, quando l'attuale primo ministro era direttore dello Spectator.

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«Posso riportartvi indietro nel tempo a un momento tra la fine degli Anni 90 e l'inizio degli Anni Duemila?». Inizia così il racconto Charlotte Edwardes, reporter di fama che in un corsivo pubblicato sul Sunday Times per i due anni dalla nascita del movimento #MeToo ha detto di essere stata molestata dall'attuale premier inglese Boris Johnson. All'epoca i due erano colleghi, per la precisione Jonson era il suo direttore. La giornalista ha raccontato di una mano scivolata sotto il tavolo per toccarle una coscia durante una cena accompagnata da molti bicchieri di vino. Testimonianza, la sua, che crea ulteriore imbarazzo sul passato di Boris Johnson nel pieno del suo primo congresso Tory da leader e della sfida decisiva sulla Brexit. Episodio che l'attuale premier britannico si affretta a smentire, evocando il sospetto di «colpi bassi» a sfondo politico sulla scia di Brexit.

Esordendo come nuova firma del Sunday Times, Edwardes ha lanciato il sasso nel corsivo pubblicato domenica. Raccontando di un banchetto del 1999 in cui Johnson, allora suo direttore allo Spectator, si lasciò andare a palpare «una gamba all'altezza della coscia». Non solo. Ha ricordato di averne parlato con un'altra giornalista invitata, la quale le avrebbe rivelato di essere stata toccata come Edwardes. Invitata che il tam tam mediatico ha individuato subito in Mary Wakefield, oggi consorte dell'eminenza grigia di Downing Street, Dominic Cummings, da cui peraltro è piovuta una secca smentita: «Ricordo Boris solo come un buon capo». Downing Street ha a sua volta bollato l'intero racconto come «non veritiero». «Se il primo ministro non ricorda questo incidente, vuol dire che ho una memoria migliore della sua», ha controreplicato Edwardes via Twitter, senza scalfire i dinieghi dell'ex direttore.

Intercettato dai media a margine della conferenza annuale del Partito Conservatore in corso a Manchester, Johnson ha di nuovo risposto categoricamente «no» a chi gli chiedeva se nulla del genere fosse mai accaduto. Poi si è detto convinto che la faccenda non sia destinata a distrarre il pubblico e la platea Tory dai piani del governo «per unire il Paese» e «investire» nella sua economia in vista di Brexit.

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