Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

30 Settembre Set 2019 1754 30 settembre 2019

La falla nel Codice Rosso che non protegge le donne

Chi viola il divieto di avvicinamento rischia da fino a tre anni di carcere. Ma l'arresto in flagrante è possibile solo per reati che prevedono pene più lunghe. 

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Codice Rosso Falla

La legge n.69 del 19 luglio 2019, ovvero il Codice Rosso, non è perfetta. Si sa, lo si è sempre saputo. LetteraDonna aveva già riassunto le sue criticità, facendo ad esempio notare come il provvedimento governativo intitolato «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere», portasse in sé un approccio emergenziale da superare quanto prima. Il Corriere della Sera ha adesso messo in evidenza una grossa falla della nuova legge contro la violenza di genere, legata al nuovo articolo 387 bis che punisce (o dovrebbe punire, vedremo perché), con la pena da 6 mesi a 3 anni «chiunque violi dei provvedimenti (ai quali sia stato sottoposto dal giudice) di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa». Ecco, se prima tale inosservanza non era punita, adesso non è che sia cambiato molto. Il motivo? Il limite massimo dei tre anni di pena, che impedisce di fatto di arrestare in flagranza di reato chi si avvicina ancora all’abitazione della donna già vittima di violenza o stalking.

L’arresto di una persona in flagranza di reato, che come giustamente ricorda il Corriere non avviene su richiesta del pm, bensì per iniziativa della polizia, è infatti possibile da parte della polizia soltanto per reati la cui pena massima sia superiore a 3 anni. E se appunto avvicinarsi troppo ai luoghi frequentato da una persona offesa può portare al massimo a 3 anni di carcere, come si può arrestare la persona che infrange la legge? Semplice: non si può. In realtà l’arresto in flagrante sarebbe consentito in via facoltativa anche per reati con pene inferiori: quelli elencati nel secondo comma dell’articolo 381 del codice di procedura, oppure menzionati dall’art. 3 del decreto legge 152 del 1991. Ma il nuovo reato non appare in nessuno dei due. Al pm rimarrebbe un’altra opzione, ovvero chiedere al gip l’aggravamento della misura cautelare violata, che potrebbe portare all’arresto, che avverrebbe però solo dopo qualche giorno. Ma qualche giorno, appunto, per una persona che si vuole avvicinare di nuovo a una donna che ha già picchiato o stalkerizzato, è un sacco di tempo. Troppo.

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