26 Settembre Set 2019 1326 26 settembre 2019

Il mercato dell'arte è ancora dominato dagli uomini

Negli ultimi dieci anni il valore delle opere realizzate da donne e messe all'asta in tutto il mondo ha rappresentato appena il 2% del totale. 

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L’arte è donna. Ma solo se prendiamo in analisi il sostantivo. Se invece diamo uno sguardo a ciò che accade nel mondo delle aste, non lo è per niente. O quasi. Secondo una ricerca condotta da In Other Words & artnet News, infatti, negli ultimi dieci anni il valore delle opere d’arte prodotte da donne aggiudicate all’incanto ha rappresentato appena il 2% del totale: non c’è stata alcuna crescita. Un percentuale minima distribuita tra l’altro in modo non uniforme, dato che la top five delle artiste, formata da Yayoi Kusama, Joan Mitchell, Louise Bourgeois, Georgia O’Keeffe e Agnes Martin ‘mette insieme’ il 41% del suo intero valore, con la giapponese nella parte della leonessa (25%).

POCHE MOSTRE DEDICATE

Non c’è da stupirsi. Basta dare un’occhiata a ciò che è successo, ad esempio, nel 2016 in Italia. Il record maschile di quell’anno è rappresentato da ‘Sofa’ (1968) di Domenico Gnoli, battuto da Sotheby’s per oltre 2,5 milioni di euro, mentre l’opera di un’artista più costosa si è rivelato ‘Oggetto ottico dinamico’ (1962) di Dadamaino, battuto da Christie's per 76.800 euro. Oltre a quello che accade nelle aste a livello globale, la ricerca ha analizzato anche le acquisizioni per le collezioni permanenti da parte di 26 musei statunitensi nel periodo 2008-2018: solo l’11% di esse riguardava opere di artiste. Non a caso, sempre nello stesso lasso di tempo, a figure femminili o a collettivi di donne sono state dedicate davvero poche mostre: il 14% del totale, per la precisione. Il che conferma in qualche modo la ricerca condotta da Hassler, su dati forniti da ArtFacts, secondo cui nella top 100 degli artisti a livello globale, solo il 12,5% è donna. Una percentuale che aumenta via via che la piramide allarga la sua base.

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