24 Settembre Set 2019 1907 24 settembre 2019

La protesta silenziosa di Yaya Bones sulla passerella di Gucci

L'artista e modella ha usato la sfilata di Alessandro Michele per contestare l'uso improprio di alcune divise bianche fin troppo simili a camicie di forza.

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yaya bones gucci instagram

Sfilare per un brand non significa condividerne necessariamente gli ideali. Lo sa bene la modella e artista Ayesha Tan Jones, in arte Yaya Bones che, in occasione del defilè della collezione primavera-estate 2020 di Gucci, presentata nel corso della Milano Fashion Week, si è fatta portavoce di una protesta silenziosa. Una volta salita in passerella con la divisa color avorio come tutte le altre indossatrici, ha sollevato i palmi delle mani e ha mostrato con orgoglio la scritta nera “Mental health is not fashion”, la salute mentale non è moda.

LE MALATTIE MENTALI NON SONO UN OGGETTO DI SCENA

Le spiegazioni della modella a un gesto così poco convenzionale nel mondo della moda non si sono fatte attendere. E in un lungo post su Instagram, Yaya ha parlato di come la sua non fosse altro che una critica legata alle prime 60 uscite della sfilata, composte da look che ricordavano, nemmeno troppo vagamente, le divise fatte indossare ai pazienti degli ospedali psichiatrici: «Come artista e come modella che ha vissuto sulla propria pelle la battaglia con la salute mentale, così come è successo a amici e familiari che hanno sofferto di depressione, ansia, bipolarismo e schizofrenia, è doloroso e insensibile che una grande casa di moda come Gucci utilizzi questa immagine come concetto superficiale per un momento fashion». Una scelta, quella della maison di Alessandro Michele che, secondo lei, ha banalizzato i disturbi mentali trasformandoli in oggetti di scena, senza tenere conto di quanto ancora siano stigmatizzati: «Molte persone con problemi mentali sono discriminate sul luogo di lavoro e nella vita quotidiana, mentre in tanti non considerano questi disturbi come vere malattie semplicemente perché non sono visibili. Le camicie di forza sono simboli di un tempo in cui la medicina era crudele e la malattia mentale non era capita, di un tempo in cui alle persone venivano tolti libertà e diritti mentre venivano torturati dalle istituzioni. È di cattivo gusto usare l’immagine di outfit che alludono a pazienti psichiatrici mentre sono immobili sui nastri trasportatori come fossero pezzi di carne. Sfruttare queste malattie per vendere vestiti nel sistema capitalista è volgare, banale e svilente per milioni di persone al mondo che combattono ancora con questi problemi».

Hello ✨ I just want to say Thank You for all the support so many of you have given me since I lifted my hands in peaceful protest on the Gucci Runway show yesterday 💖 I feel very blessed to be surrounded by supportive comrades, and to know that there are so many people sharing support online for this action ✊🏽 I want to use this opportunity to remind people that this sort of bravery, is only a simple gesture compared to the bravery that people with mental health issues show everyday. To have the bravery to get out of bed, to greet the day, and to live their lives is an act of strength, and I want to thank you for being here and being YOU ! ☀️ The support people have shown to my act is more than I could imagine, so I only trust that we will share this same support to our friends, siblings, loved ones, acquaintances, internet friends or even strangers, who might be going through tough times with their Mental Health. Showing up for them may come in many forms, check in via text or DM, listen to them with patience and without judgement, offer a helping hand with household tasks like food shop, cooking or cleaning, regularly remind them how amazing and strong they are, but also that is okay feel the feels too, Lets show up for people with mental health and help end the stigma together !🌻 Many of the other Gucci models who were in the show felt just as strongly as I did about this depiction of straightjackets, and without their support I would not have had the courage to walk out and peacefully protest. Some have chosen to donate a portion their fee, and I 100% of mine, to mental health charities, who are doing amazing work for people today! Below are tags to some amazing charities that I encourage, if you have the resources and capacity to, please donate in any way you can, and in my linktree ( in bio ) is a google doc to websites for more charities ! <3 Also, please comment any other Mental Health organisations globally you would like to support and share, as my resources are UK/US based currently 💫 blessings, love & rage - Ayesha / YaYa 🌈 ✨ ✨ ✨ @mindcharity @mermaidsgender @qtpocmentalhealth @stonewalluk @switchboardlgbt @lgbtswitchboard @papyrus_uk

LE DICHIARAZIONI DI GUCCI

Quello che, tuttavia, lo stilista fiorentino aveva fatto capire presentando la linea non combacia con quanto rivendicato dalla modella. L’obiettivo (almeno dichiarato sulla carta) di Gucci era promuovere una riflessione sul potere liberatorio della moda e sulla libertà di scelta che è in grado di regalare all’individuo. Che può decidere se vivere da robot, lasciandosi trasportare dal tapis roulant come i modelli che hanno aperto la sfilata, o andare controcorrente, distinguendosi dalla massa.

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