24 Settembre Set 2019 1901 24 settembre 2019

Il discorso di Megan Rapinoe, premiata come migliore calciatrice del 2019

Alla Scala di Milano la capitana della nazionale americana ha ricordato ancora una volta il suo sostegno alle battaglie contro razzismo e omofobia.

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Continua la straordinaria ascesa di Megan Rapinoe. La walking protest della Nazionale Americana che, in passato, si è scagliata contro il presidente Donald Trump, accusandolo di omofobia e rifiutando l’invito alla Casa Bianca, è stata premiata dalla FIFA come migliore calciatrice del 2019. E ha approfittato della cerimonia per ribadire la sua completa adesione alle battaglie contro le discriminazioni razziali, le disuguaglianze sociali e per la parità di diritti di cui, da anni, si è proclamata ambasciatrice.

CONTINUARE A LOTTARE CONTRO RAZZISMO E OMOFOBIA

Prima di allora, nessuno nel mondo del calcio aveva avuto l'intraprendenza di toccare i temi a cui Megan ha deciso di dare voce nel suo discorso di ringraziamento, dal palcoscenico del teatro Alla Scala di Milano. Apertamente omosessuale e vicina alla causa di tutte quelle atlete che faticano a trovare una considerazione nel mondo del calcio e dello sport in generale, la calciatrice ha ringraziato la sua famiglia e la sua ragazza per il supporto che non le hanno mai fatto mancare e tutti gli allenatori e i compagni che ha avuto la fortuna di incontrare dagli esordi fino alla straordinaria vittoria conquistata in Francia come capitano del Team USA, di cui ha parlato con felicità e orgoglio: «Il Mondiale è stato incredibile, averne fatto parte è stato indescrivibile e la qualità in campo è stata fantastica». Ma al di là dei successi personali e di quelli della nazionale a stelle e strisce, quello che più ha colpito del ringraziamento di Megan è stato, senza dubbio, l’invito a non normalizzare razzismo e omofobia, prendendo il coraggio a quattro mani e contrastandoli in maniera concreta. Un’esortazione che ha rivolto soprattutto a chi, come i calciatori, può (e deve) approfittare della notorietà per sensibilizzare il pubblico su questioni e istanze urgenti e innescare un cambiamento ormai necessario: «Voglio parlare di alcune storie che più mi hanno colpito: quelle di Sterling e Koulibaly, che hanno attaccato il razzismo che li affligge da tutta la vita. La ragazza iraniana che si è suicidata, tutti coloro che combattono l’omofobia. Queste sono le storie che mi ispirano, ma mi rendono anche triste: penso che, se vogliamo avere dei cambiamenti, è necessario che anche altri, oltre a Sterling e Koulibaly, siano arrabbiati quanto lo sono loro. E la stessa cosa valer per chi difende i diritti LGBT o la tutela delle calciatrici. Abbiamo tanto successo, a qualsiasi livello. Quello che voglio dire a tutti, con tutto il cuore, è: condividere il vostro palco con altre persone, lasciate che ci salgano, condividete il vostro successo. Usate questo splendido sport per cambiare davvero il mondo. Fate qualcosa, qualsiasi cosa: abbiamo un potere incredibile in questa stanza».

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