19 Settembre Set 2019 1559 19 settembre 2019

L'intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli al vaglio dell'Ordine dei Giornalisti

Mentre lui dice di essere stato «criminalizzato», la commissione Pari Opportunità «deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati a Porta a Porta» dove il conduttore «ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso».

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Bruno Vespa Intervista Lucia Panigalli

E alla fine la svilente intervista di Bruno Vespa a Porta a Porta nei confronti di Lucia Panigalli - sopravvissuta a un femminicidio nel 2010 e costretta a vivere sotto scorta - è finita sul tavolo dell'Ordine dei giornalisti. Ad annunciarlo, dopo quasi due giorni di polemiche, è la commissione Pari Opportunità dell'Odg, spiegando che «Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto al Consiglio di disciplina inoltrato al consiglio territoriale del Lazio dall'Ordine nazionale in seguito alla segnalazione di una privata cittadina, sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento».

«ATTEGGIAMENTO AMBIGUO E IRRISPETTOSO»

«La commissione Pari Opportunità del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti - si legge nella nota della Cpo - deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati nella trasmissione Porta a Porta del 17 settembre 2019, durante la quale il conduttore Bruno Vespa ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso nei confronti di una donna già vittima di violenza. La commissione chiede una maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo, anche alla luce dell'adesione dell'azienda al Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne». «La commissione per le Pari Opportunità del Consiglio nazionale», continua la nota, «ricorda inoltre a quanti chiedono l'intervento dell'Ordine che la competenza delle sanzioni come per tutti gli ordini professionali, in base DPR 137/2012, è passato ai consigli di disciplina, che sono totalmente autonomi rispetto agli Ordini. Chiunque, non solo l'Ordine dei giornalisti, può segnalare a detti consigli di disciplina casi in cui le carte e i principi deontologici non siano stati rispettati. Per cui Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto di una privata cittadina sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento».

LA REPLICA DI VESPA ALLE POLEMICHE

Nel frattempo Vespa non ha fatto assolutamente mea culpa rispetto ai toni e i termini scelti per l'intervista a Lucia Panigalli. Anzi, ha provato a difendersi attaccando la Fnsi: «Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione nazionale della stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell'incredibile dichiarazione di oggi». Così Bruno Vespa replica alle critiche per l'intervista di martedì scorso alla vittima di violenza Lucia Panigalli. «Credo sia la prima volta in assoluto - sottolinea ancora il conduttore di Porta a porta - che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall'avvocato della sua presunta vittima. La cosa è tanto più grave perché le principali agenzie di stampa avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell'avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli. La trascrivo di nuovo nel caso fosse sfuggita alla Fnsi».

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