Femminicidio

Femminicidio

17 Settembre Set 2019 1749 17 settembre 2019

In Argentina è allarme femminicidio: quattro donne uccise nel week end

Le vittime avevano tra i 15 e i 42 anni. Nonostante la mobilitazione sociale di #Ni Una Menos nata nel 2015, i casi sono aumentati passando, secondo statistiche ufficiose, da uno ogni 32 ore a uno ogni 27.

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Femminicidi Argentina Ni Una Menos 2

Quattro donne sono state uccise durante il fine settimana in Argentina dove non si placa l'allarme femminicidio, costato la vita, solo nella prima parte del 2019, ad almeno 223 persone. Le vittime, riferisce il quotidiano Pagina 12 che dedica alla drammatica emergenza la sua intera prima pagina, avevano fra i 15 ed i 42 anni. Tre di esse sono state uccise nel giro di 48 ore, mentre la quarta è deceduta dopo mesi di agonia per la gravità delle ustioni riportate su tutto il suo corpo, dopo che l'ex marito le aveva dato fuoco.

#NIUNAMENOS NON BASTA

Nel 2015 era iniziata una mobilitazione sociale con lo slogan e l'hashtag #Ni Una Menos, ma nonostante questo i casi di femminicidio sono aumentati passando, secondo statistiche ufficiose, da uno ogni 32 ore a uno ogni 27. Ana Correa, una delle fondatrici del movimento di protesta, ha commentato amaramente la situazione sottolineando che «a 4 anni dalla nascita di 'Ni Una Menos', la violenza maschilista gode di ottima salute. È ora», ha aggiunto, «di esaminare seriamente politiche efficaci per combattere la violenza contro le donne e i diversi. Non si tratta di adottare una semplice misura, ma di un complesso di iniziative per affrontare l'emergenza». Lo stesso quotidiano Pagina 12 titola Il machismo uccide. Da parte sua Raquel Vivanco, presidentessa dell'Osservatorio della violenza di genere, ha dichiarato al portale Infobae che «le cifre sono allarmanti e stiamo osservando che l'aggravamento della situazione è legato alla terribile crisi economica che vive l'Argentina».

La prima pagina di Pagina 12 il 17 settembre.

La più giovane delle quattro vittime recenti è Navila Garay, 15 anni, morta dopo essere stata duramente percossa e sepolta nel giardino di una casa a Chascomús, località a 140 chilometri da Buenos Aires. Cielo López, di 18 anni, è stata brutalmente fatta a pezzi in una fattoria della provincia di Neuquén, nell'estremo Sud del Paese, mentre Cecilia Burgat, 42 anni, è stata legata ed uccisa a bastonate dal suo ex fidanzato nella provincia di Santa Fe. La quarta vittima, Vanesa Caro di 38 anni, di Lomas de Zamora, è invece morta al termine di una lunga agonia dopo che l'ex marito le ha dato fuoco davanti ai suoi quattro figli.

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