12 Settembre Set 2019 1711 12 settembre 2019

Ms. Monopoly, il gioco dove le donne guadagnano di più

Hasbro ha lanciato una speciale edizione del franchise in cui esiste il gender pay gap, ma ribaltato: a partire svantaggiati e con meno soldi sono gli uomini.

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Ms Monopoly Hasbro

Se Mr. Monopoly è un immaginario magnate immobiliare, sua nipote preferisce invece investire nelle idee delle imprenditrici: è proprio lei il personaggio femminile che campeggia sulla scatola di Ms. Monopoly, edizione speciale del gioco da tavola in cui sono le donne a guadagnare più degli uomini, appena lanciato dalla Hasbro. Le principali novità, oltre al cambio di mascotte, sono due: le giocatrici iniziano con un credito di 240, mentre ai partecipanti maschi si devono accontentare di 200. Inoltre, il denaro va investito non in immobili, bensì in invenzioni innovative ideate da donne che hanno lasciato un segno nella storia. Qualche esempio? La macchina del gelato di Nancy Johnson, il body contenitivo di Sarah Blakely, lo speciale strumento di agopuntura messo a punto da Andrea Cao.

DAL GIOCO ALLA REALTÀ

«È una nuova prospettiva di gioco che crea un mondo in cui le donne hanno un vantaggio di cui spesso godono solo gli uomini», ha spiegato l’azienda. Attenzione, però: dato che l’innovazione alla fine dei conti non ha genere, se gli uomini si gioca bene le loro carte, alla fine potranno tenere testa alle donne. Hasbro, per l’occasione, ha scelto davvero di investire in tre giovani, finanziando con oltre 20 mila dollari le loro invenzioni: Sophia Weng, 16enne del Connecticut che ha ideato uno strumento in grado di rintracciare doline prima che si verifichino, la 13enne di Denver Gitanjali Rao, inventrice di un sistema che permette di scovare tracce di piombo nell’acqua potabile, e Ava Canney, nordirlandese di 16 anni che ha creato uno spettrometro capace di misurare le quantità di colorante nelle caramelle. Curiosità: Monopoli esiste grazie a una donna, Elizabeth Magie, che nel 1904 brevettò il suo precursore The Landlord’s Game, gioco basato sui principi economici del georgismo che (a suo modo di vedere) avrebbe dovuto educare i più giovani a riconoscere le ingiustizie della società.

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