26 Agosto Ago 2019 1905 26 agosto 2019

Von der Leyen insoddisfatta dai nomi per la commissione europea

Per raggiungere la parità di genere, aveva chiesto ai Paesi Ue di proporre una coppia di candidati, un uomo e una donna. Ma è rimasta inascoltata.

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Ursula Von Der Leyen Commissione Europea

Ursula von der Leyen, presidente eletta della Commissione europea, ha fatto sapere che non tutti i nomi suggeriti dai Paesi dell’Ue sono destinati ad entrare a far parte del suo esecutivo. Il motivo? Secondo fonti interne, alcuni profili proposti sono considerati da von der Leyen non adeguati e, cosa da non sottovalutare, la politica tedesca scelta come successore di Jean Claude Juncker, sarebbe anche infastidita dal fatto che appena due Paesi abbiano presentato il nome di un uomo e di una donna, cosa da lei espressamente richiesta.

ITALIA RITARDATARIA

Per riuscire a realizzare l'obiettivo della parità di genere, Von der Leyen aveva fatto questa specifica richiesta. Ma è rimasta praticamente inascoltata: gli unici due Paesi ‘virtuosi’ sono stati il Portogallo (Pedro Marques e Elisa Ferreira) e la Romania (Rovana Plumb e Dan Nica). L’Italia, alle prese con la crisi di governo, non ha presentato nemmeno un nome, al pari della Francia e del Regno Unito, che non ha avanzato candidature a causa della Brexit. Se da Oltralpe dovrebbe arrivare seppur in ritardo il nome di Sylvie Goulard, in Italia girano esclusivamente candidature maschili: il presidente della Commissione Problemi economici al Parlamento Europeo Roberto Gualtieri, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, gli ex premier Paolo Gentiloni ed Enrico Letta. Tutti gli altri Paesi membri dell’Ue hanno invece designato un solo commissario, nella maggioranza dei casi di sesso maschile. In tutto, le candidate donne scarseggiano: sono appena nove. Insomma, l’obiettivo della presidente tedesca di formare una squadra composta per metà da uomini e per metà da donne sembra ancora molto lontano. Alla faccia delle quote rosa.

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