6 Agosto Ago 2019 1902 06 agosto 2019

Jameela Jamil: «Ragazze, dovete essere ambiziose»

È il messaggio che l’attrice britannica, apparsa nella serie tv The Good Place, ha lanciato su Instagram: «Ribellatevi agli stereotipi e siate anticonformiste». 

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Jameela Jamil The Good Place

Jameela Jamil è pronta a dire addio al personaggio di Tahani nella serie The Good Place, che chiude i battenti dopo quattro stagioni. Ma ha deciso di farlo lanciando un messaggio positivo, rivolto soprattutto alle fan dello show, andato in onda sulla Nbc: credete sempre in voi stesse, non fatevi dire cosa potete fare, abbiate il coraggio di inseguire i vostri sogni. Lo ha fatto con un lungo post su Instagram, commentando una foto che la ritrae al San Diego Comic-Con assieme al collega William Jackson Harper. Ha spiegato che non è stato facile cambiare vita a 29 anni, decidendo di trasferirsi dall’Inghilterra, dove aveva lavorato come conduttrice radiofonica e televisiva, in California: «Mi dicevano che ero troppo vecchia, che non c’erano opportunità per una donna dell’Asia del sud (il padre è indiano, la madre pakistana, ndr), che non ero abbastanza magra». A tutto questo, spiega, si aggiungeva il fatto di essere affetta dalla sindrome di Ehlers-Danlos, che comprende una serie di patologie ereditarie contraddistinte da lassità dei legamenti e iperelasticità della cute.

*Smug post alert.* Sometimes it’s the people nobody imagines anything of, who do the things nobody can imagine.” -Alan Turing. I was sitting and reflecting on my journey over the past 4 years/10 years/30 years and remembering how MUCH I was discouraged from moving to California to start my life and career over again at 29. I was told I was too old for a girl, I was told there were no opportunities for south Asian women, and I was told I wasn’t thin enough. I have EDS 3, so doctors always told me I wouldn’t be able to have an active job when I was an adult. Men in this industry constantly told me I wasn’t funny, or smart, just “stylish.” These people prescribed me a life that had nothing to do with what I knew I was capable of. Well, I listened to MY gut, and not the fear people were projecting on to me, that they had around taking risks themselves, and I made the big jump. Women in particular are so fucking discouraged that we often don’t even try. I beg of you to change how you look at risks, failure and rejection. TRYING IS WINNING. You’re a hero for taking a chance on yourself whatever happens. And most people will be forever haunted by the words “what if?” Don’t be that person. Please just go for whatever it is that you love, if you have the slightest opportunity to. Rejection still means you were a legend for risking your pride being hurt; to put yourself out there. That takes SO much character. I’ve failed a million times, and I consider those as noble as my few big wins. Do not apologize for being ambitious and thinking outside the box you have been forced into by the people around you, or by society’s stereotypes of your people. Rage against the machine and do not conform. Do not behave. Do not surround yourself with nay-sayers. No more “can’t.”No more “shouldn’t.” You can’t win a game if you don’t play. I’m not saying I’m the pinnacle of success. I’m just doing more than I was ever told I could. And I’m happy with that. Jam x Tag a friend who needs to read this smug post today. ❤️ #womendontbragenough

Ma la sua voglia di farcela è stata più forte di tutto: «Provarci significa vincere. Quando ottieni una possibilità da qualsiasi cosa ti accada, sei un eroe. Tante persone passano la vita a chiedersi: ‘E se avessi fatto…?’. Ecco, non essere come quelle persone». Jameela Jamil ha sottolineato poi come sapersi rialzare dopo un rifiuto sia molto importante, in particolare per una donna, anche se ogni ‘no’ fa male all’orgoglio e non giova all’autostima. Non a caso, il post si conclude proprio con una ‘chiamata alle armi’ rivolta alle sue follower: «Non dovete giustificarvi perché siete ambiziose e pensate in grande. Ribellatevi agli stereotipi e siate anticonformiste. Non trattenetevi. Liberatevi di chi vi dice ‘non puoi’ e ‘non dovresti’. Non potete vincere se non giocate. Sto facendo più di quello che mi era stato detto avrei potuto fare. E ne sono molto felice».

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